{"id":153461,"date":"2011-04-13T15:11:17","date_gmt":"2011-04-13T13:11:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=153461"},"modified":"2011-04-13T18:00:40","modified_gmt":"2011-04-13T16:00:40","slug":"tirreno-power-legambiente-%e2%80%9cproposta-inaccettabile-e-offensiva-per-la-liguria%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/04\/tirreno-power-legambiente-%e2%80%9cproposta-inaccettabile-e-offensiva-per-la-liguria%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Tirreno Power, Legambiente: \u201cProposta inaccettabile e offensiva per la Liguria\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado Ligure.<\/strong> \u201cUna proposta inaccettabile e addirittura offensiva per la Liguria\u201d. Per Legambiente, l\u2019ampliamento della centrale a carbone di Vado Ligure prospettato ieri dal direttore generale\u00a0 \u2013 che prevede il rifacimento integrale dei due vecchi gruppi a carbone da 330 megawatt ciascuno, come richiesto dalla giunta Burlando, e la costruzione di un nuovo gruppo da 460 megawatt, portando l\u2019investimento sulla centrale a 1,4 miliardi di euro \u2013 non \u00e8 una strada percorribile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_900\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_900\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cLa Liguria ha gi\u00e0 tre grosse centrali a carbone e un livello elevato di emissioni di gas serra \u2013 commenta il presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti -. Non pu\u00f2 certo permettersi di ampliare il proprio parco termoelettrico a carbone, incrementando ulteriormente la produzione di gas climalteranti invece di ottemperare agli accordi di riduzione presi in sede europea.<\/p>\n<p>Per lo stesso motivo \u2013 prosegue Sarti \u2013 riteniamo sbagliata anche la decisione della giunta regionale, che apre la strada a un nuovo gruppo a carbone. I due gruppi esistenti non hanno ancora ottenuto l\u2019Aia e questo \u00e8 il problema vero. Sono fuori da tutti gli standard tecnologici europei, e andrebbero sostituiti con gruppi a metano, senza ampliare la produzione a carbone\u201d.<\/p>\n<p>Il carbone, propagandato come pulito ed economico, \u00e8, infatti, il combustibile fossile che produce pi\u00f9 emissioni e rappresenta il maggiore pericolo che il nostro Paese ha di fronte se vuole raggiungere gli obiettivi previsti dall\u2019Unione europea che impone all\u2019Italia una riduzione vincolante del 5,2% rispetto al 1990 da raggiungere entro il 2020.<\/p>\n<p>Legambiente ricorda che nel 2009 le 12 centrali a carbone attive in Italia, a fronte di una produzione di solo il 13% di elettricit\u00e0, hanno emesso il 30% dell\u2019anidride carbonica prodotta complessivamente dal settore termoelettrico, circa 36 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 sul totale di circa 122, risultando il settore industriale peggiore rispetto agli obblighi di riduzione previsti da Kyoto.<\/p>\n<p>\u201cSul carbone in Italia si continua a millantare e a omettere tutti i problemi connessi al suo uso \u2013 aggiunge Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente \u2013 \u00c8 arrivato il momento di fermare la politica energetica autolesionistica del nostro Paese per rilanciare il sistema di produzione di energia, l\u2019industria, i trasporti e l\u2019edilizia, partendo dall\u2019innovazione e dalle tecnologie pulite\u201d.<\/p>\n<p>Nella foto: il presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado Ligure. \u201cUna proposta inaccettabile e addirittura offensiva per la Liguria\u201d. 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