{"id":153227,"date":"2011-04-12T15:20:17","date_gmt":"2011-04-12T13:20:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=153227"},"modified":"2011-04-12T19:35:45","modified_gmt":"2011-04-12T17:35:45","slug":"infortunio-mortale-allitaliana-coke-assolto-il-dirigente-dellazienda-giancarlo-bruni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/04\/infortunio-mortale-allitaliana-coke-assolto-il-dirigente-dellazienda-giancarlo-bruni\/","title":{"rendered":"Incidente mortale all\u2019Italiana Coke: assolto il dirigente dell\u2019azienda Giancarlo Bruni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Assolto perch\u00e9 il fatto non sussiste. Si \u00e8 chiuso con questa sentenza (per la motivazione bisogner\u00e0 attendere trenta giorni), questa mattina, in Tribunale a Savona, il processo che vedeva sul banco degli imputati per la morte di Giancarlo Garabello, l\u2019operaio di 45 anni rimasto vittima di un\u2019incidente sul lavoro, il 24 gennaio del 2008, all\u2019interno dell\u2019Italiana Coke, Giancarlo Bruni, dirigente e responsabile della gestione sicurezza e della salute dello stabilimento di Bragno. Il pubblico ministero Chiara Maria Paolucci aveva chiesto per l\u2019imputato, che doveva rispondere dell\u2019accusa di omicidio colposo e di alcuni altri reati legati a violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, una condanna a sei mesi di reclusione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_666\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_666\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La vittima dell\u2019incidente sul lavoro all\u2019Italiana Coke, dipendente di una ditta appaltatrice, la Ati, in associazione temporanea d\u2019impresa con la Simic Spa, stava lavorando alla manutenzione della \u201cguida coke\u201d quando un collega, che non poteva vederlo, ha messo in moto il macchinario che lo ha schiacciato. Per Garabello non c\u2019era stato purtroppo scampo. In seguito all\u2019incidente era cos\u00ec stata aperta un\u2019inchiesta che aveva portato al rinvio a giudizio del dirigente dell\u2019azienda di Bragno. Il difensore di Bruni, l\u2019avvocato Fausto Mazzitelli, fin dal principio aveva cercato di dimostrare che il suo assistito non aveva responsabilit\u00e0 sulla morte dell\u2019operaio: se qualcuno doveva vigilare in quella circostanza non era lui. Una tesi che, evidentemente, \u00e8 stata \u201csposata\u201d anche dal giudice Marco Canepa che l\u2019ha assolto da ogni accusa. <\/p>\n<p>Nel corso delle ultime udienze erano stati sentiti una decina di testimoni tra cui alcuni colleghi della vittima e un consulente della difesa, Marco Vigone, ingegnere e Membro delle Commissioni \u201cSicurezza\u201d, \u201cAcustica\u201d, \u201cVibrazioni\u201d, \u201cErgonomia\u201d dell\u2019Ente Nazionale Italiano di Unificazione (U.N.I.). Nella sua testimonianza l\u2019esperto della difesa aveva criticato il lavoro dell\u2019ispettore dell\u2019Asl (Corrado Benini, nome noto alla cronaca per una questione di tangenti) che secondo lui non avrebbe tratto delle conclusioni corrette sulla sicurezza dell\u2019impianto e avrebbe contribuito a sviare le indagini della Procura.<\/p>\n<p>Nella sua testimonianza l\u2019esperto della difesa ha criticato il lavoro dell\u2019ispettore dell\u2019Asl (Corrado Benini, nome noto alla cronaca per una questione di tangenti) che secondo lui non avrebbe tratto delle conclusioni corrette sulla sicurezza dell\u2019impianto e avrebbe contribuito a sviare le indagini della Procura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Assolto perch\u00e9 il fatto non sussiste. 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