{"id":152393,"date":"2011-04-08T16:46:55","date_gmt":"2011-04-08T14:46:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=152393"},"modified":"2011-04-08T16:46:55","modified_gmt":"2011-04-08T14:46:55","slug":"indagine-corecom-in-liguria-il-piccolo-schermo-e-ancora-maschile%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/04\/indagine-corecom-in-liguria-il-piccolo-schermo-e-ancora-maschile%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Indagine Corecom: in Liguria il piccolo schermo \u00e8 ancora &#8220;maschile\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Ruoli marginali per le donne in tv e una presenza \u201cmaschile\u201d ancora preponderante. Sono i risultati della ricerca del Corecom Liguria che ha analizzato, per una settimana campione (dal 20 al 26 settembre 2010), televendite, telegiornali e programmi di informazione di sette emittenti televisive liguri: Primocanale, Tele Liguria Sud, Telecity, Telegenova, Teleliguria, Telenord, eleradiopace TV, comparando la rappresentazione televisiva femminile con quella maschile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_886\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_886\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I risultati della ricerca evidenziano che nelle tv locali le donne sono rappresentate, sia a livello professionale, sia rispetto ai contenuti legati a tematiche del mondo femminile, in maniera sostanzialmente inferiore rispetto agli uomini.<br>\nIn particolare nelle televendite \u00e8 evidente il ruolo marginale riservato alle donne, che hanno il ruolo di testimoni o modelle nel 57,3% dei casi, mentre la funzione di esperto \u00e8 a totale appannaggio maschile. La conduzione registra un \u201capparente\u201d equilibrio di genere: le donne rappresentano il 51,1% dei conduttori di televendite in video e il 39,1% delle voci fuori campo. Nel 18,2% le televendite sono rivolte soltanto a donne, mentre nel 6,8% esclusivamente agli uomini, nonostante nell\u201988,6% vendano prodotti destinati a entrambi i generi. In particolare, le donne sono le destinatarie del 60% delle televendite di prodotti per il fitness e il dimagrimento, con un\u2019ampia diffusione di stereotipi ad azione rinforzante (29,5%).<\/p>\n<p>Nei telegiornali la situazione migliora: la conduzione \u00e8 affidata per il 39,7% dei casi a giornaliste. Si tratta di una percentuale rilevante, sebbene al di sotto di quelle registrate da altre ricerche pi\u00f9 recenti, che si attestano invece al 50%. Le notizie curate da giornaliste donne sono il 30,9%, circa un terzo del campione analizzato. Le donne si occupano soprattutto di scienza e salute, di questioni sociali e legali e di economia, ma la politica \u00e8 ancora appannaggio dei colleghi maschi. Alle donne, poi, \u00e8 affidata soprattutto l\u2019informazione locale, mentre a seguire le questioni di carattere nazionale e internazionale sono soprattutto giornalisti di sesso maschile. Solo nel 19,2% dei casi le donne fanno notizia nelle tv locali e quando accade sono vittime (15,4% contro il 6,8% dei casi maschili).<\/p>\n<p>\u00c8 di sesso femminile il 50% dei soggetti intervistati come espressione dell\u2019opinione popolare, l\u201987,5% dei bambini, il 66,7% delle casalinghe\/genitori, il 53,7% degli abitanti di paese. L\u2019unica categoria professionale in cui prevalgono, per rappresentanza, le donne \u00e8 quella degli accademici\/educatori\/insegnanti (51,2%).<\/p>\n<p>Gli uomini sono pi\u00f9 spesso protagonisti (82,3%) o esperti (79,3%) e rappresentano in maniera assai eterogenea tutte le diverse categorie professionali, specialmente quelle che godono di una maggior visibilit\u00e0: politici (85,4% su 466), rappresentanti di associazioni, incluse quelle sindacali (81,5% su 178), affaristi, economisti, imprenditori (87,4% su 159), sportivi, atleti (95,5% su 110).<\/p>\n<p>Scarsa l\u2019attenzione per le tematiche di genere nelle tv locali, secondo i dati della ricerca: nel corso della settimana monitorata, le tv liguri hanno dedicato solo quattro notizie (su 889 complessivamente registrate) a tematiche pertinenti politiche o normative volte a favorire le pari opportunit\u00e0 di genere (come, per esempio, la legge regionale 52\/2009), in termini percentuali lo 0,4%. Le questioni di uguaglianza o disuguaglianza sono risultate pressoch\u00e9 assenti, riguardando solo l\u20191,2% dell\u2019informazione, cos\u00ec come notizie di sfida a qualche stereotipo di genere.<\/p>\n<p>Quanto alla presenza di donne nei programmi di informazione, i risultati dimostrano una chiusura maggiore rispetto ai notiziari. Su 852 ospiti o intervistati in esterna solo il 16,3% \u00e8 di sesso femminile: in sintesi, questo vuol dire meno di una donna ogni cinque uomini.<\/p>\n<p>In questi programmi \u00e8 poca l\u2019attenzione alle questioni di genere, registrata solo in tre trasmissioni su 148, pari al 2% della programmazione analizzata. Le conduttrici rappresentano circa un terzo del campione e, nella maggior parte dei casi (40,4%), conducono programmi sportivi \u2013 come i colleghi maschi, anche se in quota minore \u2013 poi talk show (22,8%), rubriche di approfondimento (14%), programmi d\u2019attualit\u00e0 (10,5%). In questi ultimi tre generi televisivi, la loro concentrazione prevale rispetto a quella maschile, pi\u00f9 distribuita su tutti i generi televisivi, laddove le donne, invece, risultano assenti nella conduzione di alcuni format.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Ruoli marginali per le donne in tv e una presenza \u201cmaschile\u201d ancora preponderante. 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