{"id":149571,"date":"2011-03-30T08:52:03","date_gmt":"2011-03-30T06:52:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=149571"},"modified":"2011-03-30T08:52:03","modified_gmt":"2011-03-30T06:52:03","slug":"profughi-il-parere-di-liguria-moderata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/03\/profughi-il-parere-di-liguria-moderata\/","title":{"rendered":"Profughi, il parere di Liguria Moderata"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl rischio di un esodo che potrebbe ben presto trasformarsi in invasione \u00e8 ben chiaro a tutti. Centinaia di migliaia di persone, da tutta l\u2019Africa subsahariana, sono ammassate sulle coste Libiche e non aspettano altro di poter abbandonare quelle terre e attraversare il Mediterraneo per arrivare in Italia. La richiesta di sicurezza dei cittadini italiani si sta moltiplicando mentre invece il difficile e complicato processo di trasformazione in chiave multietnica e pluri-culturale della nostra societ\u00e0, pare stia segnando il passo. Come si sa i cambiamenti, le innovazioni, le integrazioni, sono sempre uno shock per il popolo, che per consuetudine \u00e8 abitudinario\u201d. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_429\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_429\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cE in questo contesto bisogna segnalare che, l\u2019irrazionalit\u00e0, l\u2019emotivit\u00e0, l\u2019egoismo, la xenofobia, la paura atavica del snaturamento dell\u2019individualit\u00e0 del caos etnico e del caos religioso e culturale, inconsci o meno che siano, fanno parte del bagaglio psicologico di ognuno di noi. Inoltre bisogna ricordare che nessuno pu\u00f2 dirsi veramente immune da impulsi biologici potenti come il sospetto, la paura, il rifiuto dell\u2019altro, dell\u2019alieno, dello straniero e del diverso. Ma in questo momento dove bussano alla nostra porta milioni di nostri fratelli, cosa \u00e8 dunque possibile fare per attuare il diritto alla sussistenza, alla libert\u00e0 sia personale che religiosa, alla dignit\u00e0 di ogni uomo in quanto tale a prescindere dall\u2019etnia di provenienza, razza, cultura o civilt\u00e0 e\/o religione?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019unica via \u00e8 quella della consapevolezza della situazione che \u00e8 la fonte primaria del vivere comune: bisogna ammettere che non sempre possiamo soddisfare i bisogni materiali di tutti, come vorremmo, ma invece dobbiamo dare dignit\u00e0 a tutti, offrendo attenzione e considerazione all\u2019individuo che ci sta davanti chiunque esso sia. Bisogna applicare, in questo momento storico, la carit\u00e0 e la solidariet\u00e0 umana, l\u2019umilt\u00e0 delle parole e la condivisione dei valori etici la razionalit\u00e0 dei pensieri, mai dimenticandoci che sbagliare pu\u00f2 inconsapevolmente provocare un\u2019onda d\u2019urto contraria, che potrebbe sfociare in fenomeni di nefasta memoria. Altres\u00ec, non dobbiamo dimenticare che, l\u2019ansia politica dell\u2019immediata integrazione degli extracomunitari, a tutti i costi, sia economici che politici che sociali, pu\u00f2 assumere caratteri funesti e contrasta nei fatti con la ragionata e cosciente affermazione del diritto d\u2019ogni persona alla sussistenza ed alla dignit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInsomma: ci vorrebbe da parte della politica, idee e sentimenti chiari e condivisi. Invece l\u2019inumana situazione venutasi a creare a Lampedusa non \u00e8 degna di un paese civilizzato ed evoluto quale noi amiamo definirci. Questa \u00e8 la brutale realt\u00e0. A nulla valgono le scuse di un\u2019Europa assente e i paragoni con una Francia che non sopporta e non supporta l\u2019immigrato. A nulla valgono le divisioni ideologiche-partitiche che i nostri politici non mancano di farci conoscere giornalmente.  Con i se e i ma e con la paura e la contrapposizione ideologica, non si governano gli esodi di massa. Serve unione d\u2019intenti prima che sia troppo tardi\u201d.<\/p>\n<p>Andrea Cevasco<br>\nLIGURIA MODERATA <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl rischio di un esodo che potrebbe ben presto trasformarsi in invasione \u00e8 ben chiaro a tutti. Centinaia di migliaia di persone, da tutta l\u2019Africa subsahariana, sono ammassate sulle coste Libiche e non aspettano altro di poter abbandonare quelle terre e attraversare il Mediterraneo per arrivare in Italia. 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