{"id":149252,"date":"2011-03-29T08:53:06","date_gmt":"2011-03-29T06:53:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=149252"},"modified":"2011-03-29T08:53:06","modified_gmt":"2011-03-29T06:53:06","slug":"depuratore-ingauno-albenga-e-facciamo-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/03\/depuratore-ingauno-albenga-e-facciamo-chiarezza\/","title":{"rendered":"Depuratore ingauno, &#8220;Albenga E'&#8221;: &#8220;Facciamo chiarezza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAlla luce dei recenti accadimenti che hanno riguardato le vicende della societ\u00e0 EcoAlbenga crediamo non sia di poco interesse cercare di riprendere e riaccendere un dibattito complessivo sul tema della gestione comprensoriale del ciclo delle acque e del ciclo dei rifiuti. Tema che senza dubbio pu\u00f2 considerarsi sia politico che economico che ambientale date le sue ampie ricadute su ciascuno di questi fattori. Ed \u00e8 evidente che le ricadute economiche della questione siano ampie quanto pi\u00f9 \u00e8 ampio l\u2019interesse politico complessivo che ha maggiormente privilegiato in questi ultimi 12 mesi i giochi di potere piuttosto che le reali esigenze del territorio\u201d.    <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_854\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_854\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cPrima di tutto occorre fare un po\u2019di chiarezza sulla attuale situazione della depurazione, del ciclo delle acque, e della gestione del ciclo dei rifiuti sul territorio ingauno. Ad oggi esiste la societ\u00e0 \u201cDepuratore Ingauno scarl\u201d, interamente pubblica, costituita dai Comuni di Albenga, Andora, Cisano sul Neva, Garlenda, Laigueglia, Ortovero, Stellanello, Testico, Villanova d\u2019Albenga e dalla Provincia di Savona (le cui quote erano state assegnate considerandosi di \u2018posteggio\u2019 in attesa di eventuali decisioni di ingresso da parte dei comuni di Ceriale e Alassio). Tale Societ\u00e0, il cui oggetto sociale \u00e8 la realizzazione e gestione del sistema di depurazione dei suddetti comuni e, pi\u00f9 in generale, del territorio ingauno allargato a ponente fino alla valle del Merula, ha provveduto alla progettazione di massima dell\u2019intero sistema (condotte ed impianto di depurazione completo di recupero delle acque). Dopo di ci\u00f2 ha indetto una gara europea per la realizzazione e gestione di tale impianto cui ha partecipato, con documentazione e garanzie corrette, un primario gruppo europeo del settore acque (gruppo Acciona) con ribasso rispetto alla tariffa deliberata dall\u2019autorit\u00e0 competente ATO per la Provincia di Savona, senza contributi pubblici\u201d. <\/p>\n<p>\u201cTale progetto prevede la realizzazione e la messa in funzione dell\u2019impianto entro il 2015, come tassativamente richiesto dall\u2019Unione Europea a tutti gli stati membri e inoltre deve ricevere dalla Regione un contributo pubblico, gi\u00e0 stanziato, di circa 12 milioni di euro che potranno andare a riduzione delle tariffe stesse. Inoltre la societ\u00e0 gi\u00e0 gestiva l\u2019acquedotto di Andora ed era quindi di conseguenza abilitata a partecipare alla creazione di un gestore unico previsto per il ciclo integrato dell\u2019acqua considerando anche che di fatto la \u201cDepuratore Ingauno scarl\u201d \u00e8 l\u2019unico consorzio dei Comuni suddetti accreditato per l\u2019affidamento di servizi in house, in quanto costituita da Comuni che complessivamente superano i 50.000 abitanti come richiesto dalle attuali normative. Nonostante questo l\u2019attivit\u00e0 di tale societ\u00e0 \u00e8 stata fortemente avversata dall\u2019ottobre 2009 dalla nuova, per l\u2019epoca, Amministrazione Provinciale di Savona (pur se socia) con campagne stampa basate su informazioni e presunte considerazioni tecniche ed economiche non corrette, sconfessate persino da una perizia tecnica, commissionata dalla stessa Amministrazione Provinciale, che fin\u00ec per definire il progetto come la soluzione tecnica ed economica pi\u00f9 conveniente per l\u2019intero comprensorio Ingauno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCon l\u2019insediamento, nella primavera 2010, della nuova Amministrazione Comunale di Albenga (socio di maggioranza relativa) l\u2019attivit\u00e0 della \u2018Depuratore Ingauno scarl\u2019 \u00e8 stata, di fatto, paralizzata impedendo al CDA di prendere qualsiasi iniziativa fino alla inevitabile messa in liquidazione della societ\u00e0 stessa per impossibilit\u00e0 di gestione (come per altro da obbligo di legge in caso di \u2018ingovernabilit\u00e0\u2019 della societ\u00e0). Questa scelta \u00e8 stata deliberatamente portata avanti dai soci Provincia di Savona e Comune di Albenga (unico socio determinante) in aperto contrasto con gli altri soci, che, pur rappresentando circa la met\u00e0 dei residenti, sono in minoranza come quote societarie vista la presenza impropria della Provincia nella compagine societaria. Contemporaneamente Provincia di Savona e Comune di Albenga presentavano una richiesta di modifica dello statuto societario per inserire la possibilit\u00e0, da parte dei suddetti soci, di cedere le proprie quote alla societ\u00e0 \u201cServizi Ambientali Spa\u201d di Borghetto Santo Spirito dando cos\u00ec un senso fortemente \u201cpolitico\u201d alla proprie tattiche dilatorie. Basta infatti dare un ampia scorsa alla compagine societaria della \u201cServizi Ambientali\u201d \u2013 i cui soci sono i Comuni di Loano, Borghetto S. Spirito, Toirano, Boissano, Balestrino, Ceriale, Pietra Ligure e Borgio Verezzi \u2013 per capire che in questo modo il Comune di Loano in alleanza con Borghetto S. Spirito sarebbero finiti per divenire i finali reggitori della gestione delle acque dell\u2019intero comprensorio Ingauno \u2013 con evidenti ricadute economiche e politiche\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 evidente che in questa ottica sono state portate avanti tutte le principali strategie degli ultimi 12 mesi. In spregio alle reali considerazioni delle opportunit\u00e0 dell\u2019Albenganese e di tutti i comuni limitrofi che con tanto impegno hanno lavorato negli anni precedenti alla realizzazione di un Depuratore moderno che potesse in un\u2019unica soluzione affrontare e risolvere i nodi della salvaguardia dell\u2019ambiente (e quindi del turismo) e della valorizzazione delle risorse idriche a favore della moderna agricoltura della Piana. La richiesta di modifica dello statuto per la cessione delle quote, contraria ai principi con cui era stata costituita la societ\u00e0 che riservavano rigorosamente dette quote ai Comuni che avrebbero usufruito del servizio, si \u00e8 rivelata in termini giuridici di difficile se non impossibile attuazione in quanto, tra l\u2019altro, lesiva della possibilit\u00e0 di esercitare il diritto di opzione da parte degli altri soci\u201d. <\/p>\n<p>\u201cE qui si riallaccia la vicenda di \u201cEcoAlbenga\u201d e pi\u00f9 in generale la mancanza di una seria politica della gestione del ciclo dei rifiuti che, solo in Italia costituisce un problema dai costi economici ed ambientali enormi \u2013 spesso inquinato dalla criminalit\u00e0 \u2013 di contro ai principale paesi europei dove una corretta gestione dei rifiuti si \u00e8 invece rivelata una risorsa economica positiva. Preso atto delle nuove norme di legge che oggi impongono una diversa gestione della questione risulta nuovamente quantomeno curiosa la fretta con cui il Comune di Albenga ha ritenuto studiare la possibilit\u00e0 di affidare per 18 mesi alla medesima \u201cServizi Ambientali\u201d di Borghetto la raccolta dei rifiuti in Albenga. Tutto sempre senza avere la forza di superare logiche stantie a favore di una tutela e sviluppo del territorio Ingauno di cui Albenga \u201cdeve\u201d per numerosit\u00e0 degli abitanti, per potere economico, per posizione geografica, per ruolo nella storia assumersi le responsabilit\u00e0 che le competono ed esercitare il compito di guida a cui da troppi decenni si sta sottraendo. A questo punto \u2013 come Associazione AlbengaE\u2019 \u2013 non possiamo non sollecitare tutti i soggetti interessati, a trovare il \u201ccoraggio\u201d di affrontare questi temi fondamentali per il futuro di tutti noi e di tutti i comuni di questa parte del Ponente ligure. Al di l\u00e0 degli schieramenti e soprattutto con la necessaria onest\u00e0 intellettuale di risolvere il problema non dal punto di vista della \u201cgestione delle poltrone\u201d e del potere riveniente dagli enormi flussi di denaro veicolato dalla gestione delle acque e dei rifiuti bens\u00ec con l\u2019occhio rivolto al futuro della Piana e del suo Comprensorio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer questo ci si deve adoperare per riattivare l\u2019operativit\u00e0 della \u201cDepuratore Ingauno scarl\u201d, ora affidata ad un liquidatore di Savona proposto dalla Provincia, in accordo con tutti i Comuni soci. Di conseguenza aggiudicare la gara per la realizzazione del Depuratore stesso apportando, di concerto tra tutti i soci, tutte le integrazioni ed i miglioramenti progettuali che possono e debbono essere realizzati in fase di progettazione esecutiva. In questo il Comune di Albenga deve essere determinante  per realizzare finalmente il sistema di depurazione del ponente savonese atteso da troppi decenni, decisivo per l\u2019economia agricola e turistica del nostro territorio nonch\u00e9 per la qualit\u00e0 della vita dei cittadini ed il rispetto dell\u2019ambiente. Senza contare che ci\u00f2 potr\u00e0 evitare le gravi sanzioni comminate dalla Comunit\u00e0 Europea alla Regione Liguria (che nel caso provvederebbe ovviamente ad addebitarle ai Comuni con grave danno per i cittadini)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInoltre \u00e8 doveroso da parte del Comune di Albenga studiare la possibilit\u00e0 di utilizzare la \u201cDepuratore Ingauno scarl\u201d per risolvere, in prima persona e sul proprio territorio, il problema della raccolta rifiuti mantenendo quindi un posto di lavoro ai dipendenti di Ecoalbenga ed utilizzando nel nostro territorio le imposte pagate dai cittadini albenganesi per questo servizio che senza ombra di dubbio potrebbe essere allargato a tutti i comuni del comprensorio che dovessero sentirne la necessit\u00e0 estendendo nel tempo il servizio raccolta rifiuti anche al relativo trattamento, fin da subito almeno per la frazione organica (esiste abbandonato a s\u00e9 stesso un impianto realizzato con soldi pubblici nel comune di Villanova), con grandi benefici economici ed ambientali per tutto il ponente savonese. Non manca nulla se non, forse, la volont\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Associazione Albenga E\u2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAlla luce dei recenti accadimenti che hanno riguardato le vicende della societ\u00e0 EcoAlbenga crediamo non sia di poco interesse cercare di riprendere e riaccendere un dibattito complessivo sul tema della gestione comprensoriale del ciclo delle acque e del ciclo dei rifiuti. 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