{"id":148091,"date":"2011-03-24T11:35:13","date_gmt":"2011-03-24T10:35:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=148091"},"modified":"2011-03-24T15:18:26","modified_gmt":"2011-03-24T14:18:26","slug":"federalismo-gestione-intercomunale-aato-lassistenza-dellanci-spiegata-da-marco-pozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/03\/federalismo-gestione-intercomunale-aato-lassistenza-dellanci-spiegata-da-marco-pozzo\/","title":{"rendered":"Federalismo, gestione intercomunale, Aato: l\u2019assistenza dell\u2019Anci spiegata da Marco Pozzo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Il vicecoordinatore ligure dei presidenti dei consigli comunali e componente del direttivo regionale Anci Liguria, Marco Pozzo, traccia il quadro tecnico del federalismo municipale, specificando a fondo l\u2019impatto sulla gestione degli enti pubblici.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_218\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_218\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cI commi da 138 a 143 della legge 220 del 2010, ovvero la legge di stabilit\u00e0, disciplinano i rapporti tra enti locali e Regione. in sostanza viene riproposta con qualche modifica, la disciplina concernente la rimodulazione delle regole per gli enti Locali gi\u00e0 in precedenza, disciplinata. Le Regioni possono autorizzare gli enti locali compresi nel proprio territorio a peggiorare il saldo programmatico, consentendo un aumento dei pagamenti in conto capitale. La cosidetta regionalizzazione del patto di stabilit\u00e0 ha previsto la possibilit\u00e0 per gli enti locali virtuosi di escludere dai vincoli del patto alcune particolari tipologie di spese in conto capitale considerate necessarie a fronteggiare la crisi economica\u201d spiega Pozzo.<\/p>\n<p>\u201cNello specifico \u2013 prosegue \u2013 le somme che gli enti locali hanno potuto spendere compensate dal patto della Regione sono state: Piemonte 75,1 milioni di euro; Liguria 8,3 milioni di euro; Lombardia 40 milioni di euro; Emilia-Romagna 33,4 milioni di euro; Toscana 100 milioni di euro; Umbria 1,3 milioni di euro. Per il 2010 (si tratta ancora di dati provvisori) le Regioni che hanno autorizzato pagamenti ai rispettivi enti locali sono sette, per la somma complessiva di 403 milioni di euro: Basilicata 2,5 milioni di euro; Emilia Romagna 92,7 milioni di euro; Lazio 152 milioni di euro; Piemonte 65 milioni di euro; Sardegna 27,3 milioni di euro; Toscana 60 milioni di euro Umbria 3,8 milioni di euro. La Regione pu\u00f2 altres\u00ec, a decorrere dal 2011, integrare e modificare le regole per gli enti locali compresi nel proprio territorio \u2018in relazione alla diversit\u00e0 delle situazioni finanziarie esistenti\u2019, fermo restando l\u2019obiettivo determinato complessivamente dalle regole del Patto di stabilit\u00e0 per gli enti locali\u201d.<\/p>\n<p>Marco Pozzo, poi, svolge alcune considerazioni su quello che succeder\u00e0 con la soppressione delle Aato: \u201cTenendo in considerazione che la norma chiarisce immediatamente dove le Regioni debbano rispettare i precetti di sussidiarit\u00e0, differenzializzazione e adeguatezza, il comma 186 bis prevede che siano le Regioni stesse ad attribuire con propria legge le funzioni gi\u00e0 esercitate dalle AATO. Il codice dell\u2019ambiente rimetteva gi\u00e0 alle Regioni i compiti di delimitare gli ambiti territoriali ottimali all\u2019interno dei quali organizzare il servizio idrico integrato e il servizio di gestione integrata dei rifiuti, questi ambiti avevano l\u2019 utorit\u00e0 preposta al controllo ed alla regolazione tariffaria, sulla base di norme e criteri statali, nonch\u00e9 all\u2019affidamento del servizio. Con la soppressione degli Aato viene affermato che la titolarit\u00e0 delle funzioni debba passare in capo alle amministrazioni comunali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cStante l\u2019eccessiva stratificazione normativa, con evidenti incongruenze fra le stesse leggi nazionali, nonch\u00e9 un\u2019attribuzione di competenza alle Regioni, senza stabilirne i contorni n\u00e9 la portata, non possono che essere ravvisate condizioni insoddisfacenti per portare a compimento quella che doveva essere la riforma di due servizi a carattere industriale, i quali necessitano di investimenti e di una regolazione chiara e uniforme. Bisogna quindi agire nella prospettiva indicata nella Carta delle Autonomie volta ad incentivare la gestione associata a un meccanismo flessible che pu\u00f2 riscontrarsi nello strumento della convenzione fra enti locali previsto e regolato dall\u2019 art. 30 del TUEL\u201d afferma l\u2019esponente di Anci Liguria.<\/p>\n<p>\u201cA questo fine \u2013 chiarisce \u2013 l\u2019Anci ipotizza quindi un percorso istituzionale che porta dall\u2019istituzione di una convenzione fra gli enti territoriali propedeutica alla eventuale creazione di una Conferenza Interistituzionale. In tal senso la Regione potrebbe disciplinare da subito tale strumento, ovvero farlo in seconda battuta ampliando i soggetti parte delle stesse convenzioni agli altri enti locali (se non coinvolti dai Comuni nella prima fase), sia per la gestione dei rifiuti, sia per il servizio idrico integrato\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il rappresentante dell\u2019Anci Liguria \u201cper un nuovo modo di governare il territorio occorre avviare da subito una riflessione per la definizione di una nuova strategia di politiche per la montagna e per i piccoli Comuni, che comprenda una proposta condivisa di modello associativo e di cooperazione intercomunale, quindi dare pi\u00f9 ascolto al territorio rimodulando le competenze istituzionali. Per una modalit\u00e0 flessibile e unitaria di esercizio occorre stabilire una connessione serrata tra le scelte della ssetto ordimentale e quelle sul federalismo fiscale, per giungere ad un livello di adeguatezza delle funzioni comunali che dovr\u00e0 risiedere in un modello innanzi tutto flessibile e adeguabile alle diversit\u00e0 dei territori, definito da una cornice di riferimento normativo statale ma condiviso e personalizzato nelle sedi concertative Regionali, Unione dei Comuni e, per le aree montane, Unioni dei Comuni montani\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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