{"id":147328,"date":"2011-03-21T16:20:40","date_gmt":"2011-03-21T15:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=147328"},"modified":"2011-03-21T16:20:40","modified_gmt":"2011-03-21T15:20:40","slug":"traffico-di-coca-restano-in-carcere-i-3-marocchini-domiciliari-per-il-corriere-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/03\/traffico-di-coca-restano-in-carcere-i-3-marocchini-domiciliari-per-il-corriere-italiano\/","title":{"rendered":"Traffico di coca: restano in carcere i 3 marocchini, domiciliari per il &#8220;corriere&#8221; italiano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Restano in carcere Abdelaziz El Kettani, di 25 anni, Jaouad Mziouira, di 30, e Mohammed Morchid, di 28, i tre marocchini finiti in manette nel corso dell\u2019operazione antidroga \u201cConfidence\u201d condotta dai carabinieri di Albenga. A deciderlo il gip Fiorenza Giorgi che, sabato scorso, li ha interrogati per la convalida dell\u2019arresto. Il giudice ha invece concesso i domiciliari a Paolo Ferro, il 56enne, incensurato e insospettabile, che era stato arrestato insieme ai tre stranieri perch\u00e9 accusato di essere il \u201ccorriere\u201d della droga. Il gruppo, secondo i militari, trafficava cocaina e aveva un giro d\u2019affari elevatissimo con cifre iperboliche.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_837\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_837\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dopo l\u2019arresto Ferro si era giustificato spiegando \u201ccon la crisi, ho accettato questo \u2018secondo lavoro\u2019 per arrotondare lo stipendio\u201d. La confidenza, da cui il nome dell\u2019operazione, era quella attribuita da tre immigrati marocchini all\u2019italiano, del quale si fidavano pienamente per il trasporto di grossi quantitativi di droga da Milano alla Riviera di ponente. L\u2019uomo aveva un compito preciso: con una Citroen C2, peraltro di propriet\u00e0 dell\u2019azienda da cui dipende, faceva viaggi ricorrenti nel capoluogo lombardo, dove per qualche ora lasciava l\u2019auto ai responsabili del rifornimento di stupefacenti. Quindi la riprendeva e tornava nell\u2019Albenganese per la consegna. La spola era effettuata ad un ritmo di tre o quattro volte al mese.<\/p>\n<p>I carabinieri nel suo ultimo viaggio lo hanno intercettato con 260 grammi di cocaina in pietra, occultati, all\u2019insaputa del vettore stesso (che non si occupava di dove la droga venisse nascosta), dietro al contachilometri. In particolare, un carabinieri della zona di San Fedele si \u00e8 insospettito per un insolito via vai sulla Provinciale 6 tra Lusignano e Villanova, da tempo interrotta per la frana. Da qui \u00e8 scattata l\u2019indagine, con appostamenti, monitoraggio e anche filmanti da parte delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Ingente il quantitativo di sostanze stupefacenti trasportate: in media un chilo alla settimana che, raffinate, potevano fruttare alla banda sui 200 mila euro al mese. La cocaina era destinata alla Piana ingauna, al comprensorio e alle principali piazze di smercio liguri. Per il \u201cgaloppino\u201d italiano, per\u00f2, il compenso era fisso: 1000 euro a viaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Restano in carcere Abdelaziz El Kettani, di 25 anni, Jaouad Mziouira, di 30, e Mohammed Morchid, di 28, i tre marocchini finiti in manette nel corso dell\u2019operazione antidroga \u201cConfidence\u201d condotta dai carabinieri di Albenga. 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