{"id":146854,"date":"2011-03-19T08:34:09","date_gmt":"2011-03-19T07:34:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=146854"},"modified":"2011-03-19T13:30:24","modified_gmt":"2011-03-19T12:30:24","slug":"incendio-al-chiosco-zarlotin-non-ci-sono-abbastanza-prove-scarcerato-il-marocchino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/03\/incendio-al-chiosco-zarlotin-non-ci-sono-abbastanza-prove-scarcerato-il-marocchino\/","title":{"rendered":"Incendio al chiosco \u201cZarlotin\u201d, non ci sono abbastanza prove: scarcerato il marocchino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. E\u2019 gi\u00e0 tornato in libert\u00e0 Abdellah Maait, il marocchino di 26 anni, irregolare sul territorio italiano, che era finito in manette gioved\u00ec perch\u00e9 ritenuto il responsabile dell\u2019attentato incendiario che, la sera del 2 marzo, ha completamente distrutto il chiosco di piazza Petrarca, uno dei locali storici di Albenga. Il giovane \u00e8 stato infatti interrogato ieri mattina dal gip Fiorenza Giorgi che ne ha disposto l\u2019immediata scarcerazione, senza convalidare il fermo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_442\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_442\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Secondo il giudice per le indagini preliminari mancano i gravi indizi di colpevolezza necessari a giustificare la custodia cautelare in carcere. Il pm aveva invece chiesto di convalidare la misura di custodia cautelare in carcere del 26enne. \u201cMi dispiace per il proprietario del chiosco, ma non sono stato io ad appiccare il fuoco. Mercoled\u00ec 2 marzo sono andato a casa dei miei parenti a Leca alle 19,30 e sono rimasto fino alla mattina dopo\u201d avrebbe spiegato Maait al giudice. \u201cIl raid contro Zerlotin \u00e8 un gesto che ferisce tutta la citt\u00e0, ma il mio assistito \u00e8 innocente \u2013 ha commentato il legale del marocchino, l\u2019avvocato Graziano Aschero -. \u00c8 vero che ci sono due ragazze che lo avrebbero riconosciuto, ma erano le 23, era buio ed era difficile identificare con certezza un nordafricano. Documenteremo con testimonianze qualificate la validit\u00e0 della nostra versione\u201d.<\/p>\n<p>Ad arrestare il 26enne, dopo due settimane di indagine, erano stati i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Albenga. I militari, dopo il rogo, avevano iniziato subito la loro attivit\u00e0, concentrando le loro attenzioni sulle frequentazioni del locale. Nei pressi del chiosco solitamente \u201cbazzicavano\u201d perlopi\u00f9 cittadini extracomunitari e gli uomini dell\u2019Arma hanno verificato quali stranieri erano stati controllati nella zona il giorno dell\u2019incendio. Dai primi racconti di alcuni testimoni oculari, l\u2019uomo che aveva appiccato il fuoco poteva essere di origine nord africana. I militari hanno cos\u00ec iniziato a lavorare sulle foto segnaletiche di alcuni \u201cvolti noti\u201d del territorio.<\/p>\n<p>Due testimoni avevano cos\u00ec riconosciuto Maait dalle foto. Prove che non sono state ritenute sufficientemente \u201cschiaccianti\u201d per il giudice che ha scarcerato il marocchino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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