{"id":143842,"date":"2011-03-07T11:07:39","date_gmt":"2011-03-07T10:07:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=143842"},"modified":"2011-03-07T11:07:39","modified_gmt":"2011-03-07T10:07:39","slug":"ciangherotti-chiedo-scusa-ad-albenga-se-non-so-stare-in-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/03\/ciangherotti-chiedo-scusa-ad-albenga-se-non-so-stare-in-silenzio\/","title":{"rendered":"Ciangherotti: &#8220;Chiedo scusa ad Albenga, se non so stare in silenzio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDunque facciamo il punto della situazione ad Albenga. Mentre il Partito Democratico locale \u00e8, da qualche settimana, alle prese con il mattone, l\u00b4Italia dei Valori, partito che alle ultime elezioni comunali per Antonello Tabb\u00f2 sindaco ha racimolato sul territorio appena 283 preferenze distribuite tra venti candidati, oggi viene usato dalla sinistra per attaccarmi. I paladini di Antonio Di Pietro, braccio armato, un po\u00b4 sparucchiato, della sinistra albenganese, chiedono infatti le mie dimissioni, attraverso una raccolta popolare di firme, per farmi stare zitto, perch\u00e9 ho rifiutato ogni compromesso con i vecchi mestieranti della politica a loro tanto vicini\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_189\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_189\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cTutto ci\u00f2 \u00e8 singolare. E il tempismo degli attacchi del partito giustizialista, pi\u00f9 volte canzonato e salito agli onori della cronaca per essere \u2018l\u2019Italia dei Valori Immobiliari\u2019, stupisce un p\u00f2, se si pensa che, in questi giorni, i toni del confronto politico si sono accesi proprio per un\u00b4inchiesta giornalistica, firmata dall\u00b4inviato del Secolo XIX, Paolo Crecchi, che sta affrontando un tema particolare. \u2018Albenga, case ai parenti dei politici del PD\u2019, un argomento delicato, nel merito del quale non sarei mai voluto entrare, se non fosse che, all\u00b4indomani della recente polemica su un alloggio \u201cprotetto\u201d venduto a un disabile grave, da una vita residente con la sua mamma, dissi queste cose: \u2018Sar\u00e0 interessante verificare la trasparenza e la correttezza di tutte le altre alienazioni firmate dalla passata amministrazione Tabb\u00f2. Ancor pi\u00f9 illuminante controllare se, con gli acquirenti dei beni precedentemente messi all\u00b4asta e poi venduti a trattativa privata, non ci siano stati mai legami di nessun tipo, riconducibili alla passata amministrazione di centrosinistra\u2019\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon c\u00b4\u00e8 stato bisogno di nessuna verifica. Il naso, tra le carte e gli atti notarili delle vendite firmate dall\u00b4Amministrazione Tabb\u00f2 e depositate nella Conservatoria dei registri immobiliari di Finale Ligure, ce l\u00b4ha infilato un giornalista intelligente, che negli anni ha dimostrato la sua indipendenza. E se, per me, in tutta questa vicenda immobiliare resta sempre politicamente sacrosanto il diritto per un disabile grave alla propriet\u00e0 di una \u201ccasa protetta\u201d, anche eventualmente con l\u00b4aiuto economico dei parenti, altrettanto rimane legittimo il diritto di partecipare all\u00b4acquisto di un immobile, svenduto dal Comune per ragioni di cassa, per chi, ad Albenga, paga un affitto di prima casa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon posso farci niente se, oggi, gli albenganesi sanno che la palazzina di via Lengueglia, venduta all\u2019asta nel 2008 dal Comune di Albenga per solo 830 mila euro, in realt\u00e0 valeva molto di pi\u00f9, se poi \u00e8 stata rivenduta, qualche mese dopo e senza nessun intervento di restauro, a un milione e 170 mila euro ad un\u00b4altra societ\u00e0 immobiliare. La differenza, ben 340 mila euro persi in un solo colpo dal Comune, non pu\u00f2 farmi stare zitto e non pu\u00f2 non indignare tutte le persone di buona ragione, che dispongono di un minimo di onest\u00e0 intellettuale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCosti quel che costi, anche tutte le armi e i cannoni della politica di sinistra puntati verso di me. Anche una raccolta di firme contro il mio ruolo di assessore: quel partito, dalle posizioni demagogiche, che non \u00e8 riuscito ad entrare neppure con un seggio nella minoranza comunale, oggi diventa l\u00b4esercito \u201cbanale\u201d del centro sinistra, per colpire l\u00b4amministrazione Guarnieri e la mia persona, strumentalizzando ogni cosa, anche un sms telefonico tra privati cittadini (di cui non ho problemi a relazionare nel prossimo Consiglio Comunale) per conquistare lo spazio di una locandina o di un titolo di apertura sui quotidiani. Un proverbio cinese dice che, quando il dito guarda la luna, lo sciocco guarda il dito: siamo pronti ad andare in mezzo alla gente, come facciamo tutti i giorni, per spiegare, per filo e per segno, come mai la sinistra di Albenga, cos\u00ec attaccata alla legalit\u00e0, all\u2019onest\u00e0 e ai \u2018valori\u2019, piuttosto che aprire bocca sulle speculazioni edilizie targate PD, preferisce finora affidarsi a silenzio e vergogna\u201d.<\/p>\n<p>Eraldo Ciangherotti<br>\nAssessore Servizi Sociali<br>\nComune di Albenga<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDunque facciamo il punto della situazione ad Albenga. Mentre il Partito Democratico locale \u00e8, da qualche settimana, alle prese con il mattone, l\u00b4Italia dei Valori, partito che alle ultime elezioni comunali per Antonello Tabb\u00f2 sindaco ha racimolato sul territorio appena 283 preferenze distribuite tra venti candidati, oggi viene usato dalla sinistra per attaccarmi. 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