{"id":141971,"date":"2011-02-28T11:14:44","date_gmt":"2011-02-28T10:14:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=141971"},"modified":"2011-02-28T11:14:44","modified_gmt":"2011-02-28T10:14:44","slug":"libia-coldiretti-la-crisi-costa-un-miliardo-a-tavola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/02\/libia-coldiretti-la-crisi-costa-un-miliardo-a-tavola\/","title":{"rendered":"Libia, Coldiretti: &#8220;La crisi costa un miliardo a tavola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl caro petrolio ed i suoi effetti sui costi energetici mettono a rischio gli oltre trentamila ettari di coltivazioni specializzate in serra che producono fiori e piante ornamentali ed ortaggi\u201d. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che l\u2019emergenza Libia rende ancora pi\u00f9 urgente l\u2019annullamento dell\u2019accisa sui carburanti destinati al riscaldamento delle serre, come gi\u00e0 \u00e8 avvenuto negli anni passati.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSi tratta di evitare \u2013 sottolinea la Coldiretti \u2013 un insostenibile aumento dei costi in un settore che deve subire un forte pressing competitivo. In assenza di interventi tempestivi il risultato \u00e8 un ulteriore via libera alle importazioni soprattutto da paesi extracomunitari, favoriti da un clima pi\u00f9 caldo, dove spesso si sfrutta la manodopera e si utilizzano di pratiche di coltivazione dannose per la salute e l\u2019ambiente bandite dall\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa Coldiretti, inoltre, con un comunicato stampa sottolinea che: \u201cvale quasi un miliardo l\u2019effetto della crisi nei paesi dell\u2019africa settentrionale sulle tavole con oltre 500 milioni di euro di prodotti alimentari che vengono importati all\u2019anno in Italia che a sua volta ha esportato in quei paesi soprattutto conserve di pomodoro, frutta, biscotti, cioccolato ed anche cereali per un valore stimato in 350 milioni di euro nel corso del 2010\u201d. E\u2019 quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati istat relativi agli scambi commerciali che evidenzia un rilevante flusso di importazioni verso l\u2019Italia che riguarda soprattutto pesce, ortaggi e olio di oliva che rischia di interrompersi per le attuali tensioni sul piano politico ed istituzionale.<\/p>\n<p>\u201cI tumulti di queste ultime settimane \u2013 sottolinea la Coldiretti \u2013 hanno gi\u00e0 messo in difficolt\u00e0 gli operatori, con segnalazioni di problemi per lo sdoganamento dei prodotti alimentari italiani che \u00e8 causa di danni pesanti sopratutto per le merci pi\u00f9 deperibili. I principali paesi di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani sono la Tunisia e la Libia con un importo che supera i 100 milioni di euro a testa. Ad essere piu\u2019 richiesti dai paesi dell\u2019africa settentrionale sono i prodotti della dieta mediterranea come la frutta (oltre 50 milioni di euro), le conserve di pomodoro (oltre 35 milioni di euro), la pasta e prodotti della pasticceria (35 milioni di euro) e il cioccolato (20 milioni di euro)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa bilancia commerciale nell\u2019agroalimentare dell\u2019Italia con i paesi dell\u2019Africa settentrionale \u00e8 comunque in rosso per la presenza \u2013 sostiene la Coldiretti \u2013 di un intenso flusso di importazioni che e\u2019 stimato pari a 500 milioni di euro nel 2010. in italia sono arrivati pesce, crostacei e molluschi per un valore di 120 milioni di euro, ortaggi, legumi e patate per un importo superiore ai 110 milioni di euro, olio di oliva per 100 milioni di euro e frutta per 25 milioni di euro. Alcuni di questi prodotti sono stati recentemente al centro di casi di contraffazione alimentare con segnalazioni di pomodori provenienti dalla Tunisia spacciati per italiani mentre per altri sono stati introdotte recentemente limitazioni per le importazioni nell\u2019unione europea per problemi di natura fitosanitaria come nel caso delle patate di provenienza egiziana per problemi fitosanitari\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe eventuali difficolt\u00e0 commerciali non avranno comunque conseguenze negative per i consumatori in un paese come l\u2019Italia che \u00e8 il primo produttore europeo di ortofrutta ed il secondo di olio di oliva con il primato delle esportazioni nel mondo. Al contrario \u00e8 l\u2019occasione per valorizzare meglio la produzione nazionale che per la stragrande maggioranza delle referenze e\u2019 in grado di sostituire i prodotti importati anche se \u2013 conclude la Coldiretti \u2013 fanno eccezione alcune specialita\u2019 come i datteri il cui consumo \u00e8 pero\u2019 concentrato nelle festivit\u00e0 natalizie quando \u00e8 augurabile che l\u2019emergenza sia gi\u00e0 finita\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl caro petrolio ed i suoi effetti sui costi energetici mettono a rischio gli oltre trentamila ettari di coltivazioni specializzate in serra che producono fiori e piante ornamentali ed ortaggi\u201d. 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