{"id":139356,"date":"2011-02-17T18:53:32","date_gmt":"2011-02-17T17:53:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=139356"},"modified":"2011-02-18T11:26:09","modified_gmt":"2011-02-18T10:26:09","slug":"falsi-mutui-nei-guai-commercialista-di-albenga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/02\/falsi-mutui-nei-guai-commercialista-di-albenga\/","title":{"rendered":"Falsi mutui: nei guai commercialista di Albenga"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Una ramificata associazione a delinquere specializzata in truffe ai danni di istituti di credito nazionali, realizzate nella provincia di Genova tra il 2001 e il 2010, \u00e8 stata disarticolata dalla polizia tributaria: sette le persone arrestate, di cui tre gi\u00e0 finite in carcere nel corso dell\u2019operazione battezzata \u201cHappy Hour\u201d. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_551\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_551\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Centodue i mutui falsi accertati, 16 tra banche e societ\u00e0 finanziarie truffate, con un danno stimato al sistema bancario di oltre 25 milioni di euro e circa 17 milioni di euro il profitto conseguito dai membri del sodalizio criminale; inoltre, sono state denunciate all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria 107 persone, di cui 17 componenti dell\u2019organizzazione per delinquere artefice delle truffe.<\/p>\n<p>Ma come agivano i truffatori? Sempre con lo stesso modus operandi: acquistavano immobili per lo pi\u00f9 fatiscenti, in alcuni casi addirittura ruderi e comunque scarsamente commerciabili, ubicati a Genova, nella provincia e nel basso Piemonte. Per l\u2019acquisto degli immobili venivano sistematicamente richiesti mutui ipotecari, presentando a garanzia immobili, con perizie decisamente sovrastimate. Le truffe avvenivano mediante la predisposizione e presentazione alle banche di documentazione falsa \u2013 costituita da bilanci, dichiarazioni dei redditi, buste paga \u2013 con la quale veniva dimostrata cartolarmente la disponibilit\u00e0 di redditi sufficienti per far fronte al pagamento delle rate fissate. In questo modo gli istituti di credito e le societ\u00e0 finanziarie concedevano finanziamenti e mutui per importi considerevoli, in vista dell\u2019acquisto di immobili per i quali i periti \u201cdi fiducia\u201d delle banche, in combutta con l\u2019organizzazione criminale, stilavano perizie assolutamente sproporzionate rispetto ai reali valori di mercato dei fabbricati.<\/p>\n<p>I finti acquirenti, praticamente teste di legno, erano scelti generalmente in quanto privi di lavoro e di redditi ed erano poi le persone presentate a banche e finanziarie come soggetti interessati ad ottenere il mutuo, corredando la richiesta con bilanci, buste paga, CUD e dichiarazioni del datore di lavoro, precostituiti all\u2019occorrenza da professionisti del settore e risultati tutti falsi. L\u2019 ammontare del mutuo erogato per la maggior parte finiva nelle taschedell\u2019organizzazione criminale, in parte serviva per pagare il prezzo degli immobili e in minima parte finiva nelle tasche dei mutuatari-teste di legno. Una volta poi che le banche erogavano i mutui, venivano pagate le prime rate e poi il mutuo passava in \u201csofferenza\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ideatore del meccanismo di truffa descritto, e promotore dell\u2019associazione per delinquere era N.L, calabrese di 51 anni, coadiuvato dal figlio, C.L., di 29, e da un commercialista di Albenga, C.C, di 62. Gli associati avevano stilato un vero e proprio programma criminoso in cui ogni componente aveva il suo ruolo definito. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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