{"id":135863,"date":"2011-02-04T16:11:04","date_gmt":"2011-02-04T15:11:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=135863"},"modified":"2011-02-05T11:56:26","modified_gmt":"2011-02-05T10:56:26","slug":"delitto-siri-confermate-le-condanne-per-quku-e-costa-inasprite-le-pene-per-goxhaj-e-zela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/02\/delitto-siri-confermate-le-condanne-per-quku-e-costa-inasprite-le-pene-per-goxhaj-e-zela\/","title":{"rendered":"Delitto Siri, confermato ergastolo: pene ridotte per Costa, Goxhaj e Zela"},"content":{"rendered":"<p><strong>Genova<\/strong>. In Corte d\u2019Appello a Genova arriva la seconda \u201cstangata\u201d sui protagonisti, loro malgrado, del processo per l\u2019omicidio di Roberto Siri, l\u2019artigiano edile di Cengio ucciso a calci il 2 febbraio 2008 nel parcheggio davanti all\u2019ospedale di Cairo. I giudici hanno infatti condannato per la seconda volta Arjan Quku, ancora latitante, all\u2019ergastolo. Pene ridotte, invece, per gli altri tre imputati, arrestati alcune settimane dopo il delitto: Samuel Costa, difeso dall\u2019avvocato Mario Iavicoli, \u00e8 stato condannato a 21 anni e 2 mesi, 16 anni per Orges Goxhaj e 12 anni per Ervin Zela, difeso dall\u2019avvocato Alfredo Biondi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel corso dell\u2019ultima udienza i difensori degli imputati avevano invece chiesto l\u2019assoluzione per i loro assistiti. In particolare, l\u2019avvocato Mario Iavicoli aveva sostenuto la non partecipazione diretta dell\u2019imputato al delitto, fornendo una ricostruzione dettagliata di orari e percorsi.<\/p>\n<p>Il procuratore generale della Corte d\u2019Appello nel corso della prima udienza del processo per l\u2019omicidio aveva invece chiesto l\u2019ergastolo per Quku, 24 anni e 2 mesi per Costa, 15 anni per Goxhaj e 11 anni per Zela. L\u2019accusa di fatto chiedeva la conferma delle condanne di primo grado per Quku e Costa, mentre per gli altri due imputati, aveva chiesto quella che tecnicamente viene definita una parziale riforma della sentenza emessa dalla Corte d\u2019Assise, che prevede lo \u201csconto\u201d di un terzo della pena. Questo perch\u00e9 per loro si parla di concorso anomalo in quanto non avrebbero partecipato direttamente all\u2019omicidio.<\/p>\n<p>Adesso bisogner\u00e0 attendere 40 giorni per il deposito della sentenza ma il legale di Ervin Zela, l\u2019avvocato Alfredo Biondi, che si \u00e8 detto molto deluso dalla sentenza, ha gi\u00e0 annunciato che ricorrer\u00e0 in Cassazione contro un verdetto \u201csbagliato\u201d. Tanta la disperazione anche tra i parenti degli imputati che erano presenti in udienza. La madre di Zela ha ripetuto pi\u00f9 volte: \u201cMio figlio nemmeno conosceva la vittima\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova. In Corte d\u2019Appello a Genova arriva la seconda \u201cstangata\u201d sui protagonisti, loro malgrado, del processo per l\u2019omicidio di Roberto Siri, l\u2019artigiano edile di Cengio ucciso a calci il 2 febbraio 2008 nel parcheggio davanti all\u2019ospedale di Cairo. 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