{"id":132339,"date":"2011-01-21T17:23:13","date_gmt":"2011-01-21T16:23:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=132339"},"modified":"2011-01-22T07:58:32","modified_gmt":"2011-01-22T06:58:32","slug":"clandestinita-direttiva-europea-confusione-nei-tribunali-di-savona-e-albenga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/01\/clandestinita-direttiva-europea-confusione-nei-tribunali-di-savona-e-albenga\/","title":{"rendered":"Clandestinit\u00e0, direttiva europea: confusione nei tribunali di Savona e Albenga"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Che la magagna fosse destinata a venir fuori, prima o poi, era nell\u2019aria. Soltanto stamattina per\u00f2, in tribunale ad Albenga, l\u2019esplosione si \u00e8 fatta sentire forte e chiara. Il problema \u201cesplosivo\u201d in questione riguarda i reati legati all\u2019immigrazione clandestina: la direttiva europea numero 115 del 2008, il provvedimento per rendere comune nei Paesi dell\u2019Unione la legislazione in materia di espulsione di immigrati clandestini; una direttiva che non prevede la violazione dell\u2019articolo 14, la cosiddetta legge Bossi-Fini, tra i reati in materia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_545\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_545\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il problema \u00e8 che l\u2019Italia, bench\u00e9 avesso dovuto farlo entro il 24 dicembre scorso, non si \u00e8 adeguata alla direttiva creando non poca confusione per i giudici che si ritrovano una bella \u201cgatta da pelare\u201d tra le mani dovendo, di fatto, decidere autonomamente come agire quando sul banco degli imputati siede un immigrato clandestino. Una decisione che ha dovuto prendere questa mattina, nel tribunale albenganese, il giudice Laura Russo che doveva celebrare tre udienze per direttissima per violazione della legge Bossi-Fini. Davanti a lei sedevano tre marocchini, A.E., 29 anni, assistito dall\u2019avvocato Carlo Manti, M.B. e H.S., entrambi 40enni ed assistiti dall\u2019avvocato Graziano Aschero.<\/p>\n<p>Il giudice, prima di procedere, ha discusso con i legali del \u201ccaos legislativo\u201d che si \u00e8 generato. Per cercare di ovviare al problema ha deciso, al termine del rito per direttissima, di convalidare l\u2019arresto ma di rimettere in libert\u00e0 gli stranieri. Inoltre ha accolto la richiesta di \u201ctermini a difesa\u201d dei difensori degli imputati fissando il rinvio del processo tra circa 12 mesi. Questo con l\u2019auspicio che nel frattempo lo Stato italiano sciolga questo \u201cnodo\u201d nella normativa, magari con una pronuncia della Corte Costituzionale.<\/p>\n<p>Anche nei tribunali di Savona e di Albenga esplode quindi la conflittualit\u00e0 tra norme di legge. La direttiva 115 dei 2008 \u00e8 al centro del caos. Qualcuno lo ha definito un \u201cregalo di Natale\u201d per gli immigrati clandestini, qualcun altro una \u201ctutela umanitaria\u201d per lo straniero privo di permesso di soggiorno perch\u00e9 non potr\u00e0 essere imbarcato su un aereo tanto facilmente e non potr\u00e0 essere trattenuto nei Cie senza che ci sia pericolo di fuga o un rischio accertato per l\u2019ordine pubblico. La direttiva europea considera solo come estrema ratio la limitazione della libert\u00e0 personale e favorisce l\u2019allontanamento volontario; ai clandestini vengono concessi fino a 30 giorni per lasciare volontariamente il Paese.<\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019Italia non abbia recepito la direttiva, oltre ad esporla a procedura di infrazione da parte dell\u2019Unione, ha creato un contrasto legislativo che sta pungendo anche la magistratura savonese. Infatti, il dubbio e la confusione regna su quei procedimenti di espulsione scattati dopo il 24 dicembre scorso, quindi non pi\u00f9 rientrabili nella legge Bossi-Fini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Che la magagna fosse destinata a venir fuori, prima o poi, era nell\u2019aria. Soltanto stamattina per\u00f2, in tribunale ad Albenga, l\u2019esplosione si \u00e8 fatta sentire forte e chiara. 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