{"id":131723,"date":"2011-01-19T14:04:43","date_gmt":"2011-01-19T13:04:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=131723"},"modified":"2011-01-19T14:04:43","modified_gmt":"2011-01-19T13:04:43","slug":"albenga-istituto-studi-liguri-a-palazzo-peloso-incontro-su-angelo-ceriaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/01\/albenga-istituto-studi-liguri-a-palazzo-peloso-incontro-su-angelo-ceriaro\/","title":{"rendered":"Albenga, istituto studi liguri: a palazzo Peloso incontro su Angelo Ceriaro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Dopo la pausa delle festivit\u00e0 natalizie, la sezione ingauna dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri riprende la propria attivit\u00e0, con un fitto programma che prevede un incontro alla settimana, da Gennaio fino alla met\u00e0 di Aprile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_625\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_625\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sabato 22 Gennaio 2011 alle ore 16.30, presso Palazzo Peloso Cepolla in Piazza San Michele, 12 ad Albenga, si svolger\u00e0 la conferenza \u201cUn illustre albenganese poco noto: fra\u2019 Angelo Ceriaro abate di Finalpia nel primo Cinquecento\u201d. In tale occasione sar\u00e0 presentato il volume di Sagep Editori \u201cAbbazia benedettina di Finalpia \u2013 restauri e studi 1995-2008\u201d. Interverranno Massimo Bartoletti, autore del volume, Storico dell\u2019arte presso la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, don Romano Cecolin, Abate di Finalpia, don Placido Colabattista dell\u2019Abbazia di Finalpia, e Cosimo Costa, Presidente della sezione ingauna dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri.<\/p>\n<p>Ad Albenga \u00e8 possibile che ben pochi oggi sappiano chi fosse Angelo Ceriaro, cosa del tutto giustificabile, quando si pensa che gran parte della sua vita, non lunga ma intensa, si svolse lontano dalla propria terra natale. Angelo nacque infatti a Salea verso il 1487-1488, ma entr\u00f2 giovanissimo nell\u2019ordine degli Olivetani, una filiazione dell\u2019Ordine Benedettino molto diffusa all\u2019epoca soprattutto in Italia, la cui casa madre \u00e8 tuttora l\u2019archicenobio del Monte Oliveto Maggiore a sud di Siena.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di quella congregazione, fra\u2019 Angelo fece carriera nel giro di pochi anni. Possedeva una spiccata attitudine al comando, tant\u2019\u00e8 vero che dopo aver svolto l\u2019incarico di maestro dei novizi in vari monasteri, sui trent\u2019anni era gi\u00e0 priore di comunit\u00e0. Poco pi\u00f9 che quarantenne, nel 1530, fu eletto abate generale della Congregazione Olivetana.<\/p>\n<p>Il nome di Angelo Ceriaro \u00e8 specialmente legato al monastero di Santa Maria di Finalpia, un importante santuario al quale era molto devota la famiglia dei marchesi Del Carretto, i signori del Finale, alla quale si deve la pressante richiesta alla Santa Sede, nel 1476, di affidare agli Olivetani la cura di quel luogo di culto. Qui il monaco olivetano fu priore dal 1518 al 1523 e poi dal 1532 al 1534 e fu il primo a potersi fregiare, dal 1535, del titolo di abate di quel cenobio. Fra Angelo si adoper\u00f2 instancabilmente per completare la costruzione del monastero e per abbellirlo, insieme alla chiesa, con importanti opere d\u2019arte di carattere pienamente rinascimentale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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