{"id":130465,"date":"2011-01-13T17:16:42","date_gmt":"2011-01-13T16:16:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=130465"},"modified":"2011-01-14T10:20:33","modified_gmt":"2011-01-14T09:20:33","slug":"caso-di-aggressione-il-procuratore-chiede-lapplicazione-il-decreto-penale-di-condanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2011\/01\/caso-di-aggressione-il-procuratore-chiede-lapplicazione-il-decreto-penale-di-condanna\/","title":{"rendered":"Aggressione a marocchino: Procuratore chiede decreto penale di condanna"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un anno fa, era il gennaio 2010, mentre, al volante della sua auto, in compagnia di un amico, si trovava in Regione \u201cAriano\u201d a Campochiesa (Albenga) aveva affiancato un cittadino marocchino di 26 anni che viaggiava in bicicletta. A quel punto il finestrino della macchina si era abbassato e dal lato del passeggero era comparso un bastone con il quale l\u2019extracomunitario era stato colpito alla testa finendo per cadere a terra. Nell\u2019impatto con il suolo il 26enne aveva rimediato un trauma cranico nella regione occipitale giudicato guaribile entro 40 giorni. Gli aggressori si erano poi dati alla fuga ma, grazie alle indagini degli inquirenti, il guidatore della macchina, un italiano di 21 anni, \u00e8 stato rintracciato.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_982\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_982\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per lui il Procuratore della Repubblica Francantonio Granero ha formulato una richiesta di emissione di decreto penale di condanna. Nello specifico questo provvedimento giurisdizionale, che \u00e8 uno dei possibili riti alternativi previsti dal codice (art. 459 c.p.p.), serve ad instaurare un procedimento speciale rispetto al rito ordinario con lo scopo di semplificare l\u2019iter processuale. Se si procede per decreto infatti si evitano l\u2019udienza preliminare e il dibattimento. La richiesta di procedimento per decreto penale viene trasmessa al gip che valuta se accoglierla o meno. Nel caso in cui il giudice dia un parere positivo allora emette direttamente il decreto penale di condanna nei confronti dell\u2019imputato, contenente la contestazione del reato e l\u2019applicazione della pena.<\/p>\n<p>In particolare, nella vicenda dell\u2019aggressione al ragazzo marocchino, nella quale non \u00e8 stato identificato il passeggero dell\u2019auto (resta aperto un fascicolo contro ignoti), il Procuratore ha chiesto l\u2019applicazione di una condanna che preveda il pagamento di 23mila euro di sanzione. Adesso toccher\u00e0 al gip, sempre che non sia l\u2019imputato ad opporsi, a decidere se applicarlo o meno. Sull\u2019utilizzo dei decreti penali di condanna il Procuratore Francantonio Granero precisa: \u201cE\u2019 uno strumento utilizzato troppo poco ma stiamo cercando di invertire la rotta. Questo \u00e8 un procedimento che ha due vantaggi: semplifica senza ledere il diritto di difesa dell\u2019imputato (\u00e8 un rito \u2018premiale\u2019 che consente di dimezzare la pena ndr) ed \u00e8 efficace, effettivo e rapido\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn certi casi \u00e8 meglio una pena pecuniaria effettiva e rapida piuttosto che una pena detentiva che potrebbe arrivare dopo anni e che certe volte potrebbe non essere effettiva. Per questa ragione in questo ufficio cerchiamo di definire il maggior numero possibile di procedimenti attraverso il decreto penale di condanna, anche quelli pi\u00f9 gravi come il caso di straordinaria gravit\u00e0 dell\u2019aggressione al ciclista marocchino\u201d prosegue il Procuratore.<\/p>\n<p>\u201cLo scopo del decreto di condanna \u00e8 razionalizzare la procedura penale: molti procedimenti per casi di furti, guida in stato di ebbrezza e altre tipologie di reato potrebbero infatti essere \u2018snelliti\u2019 grazie a questo rito alternativo\u201d conclude il Procuratore Francantonio Granero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Un anno fa, era il gennaio 2010, mentre, al volante della sua auto, in compagnia di un amico, si trovava in Regione \u201cAriano\u201d a Campochiesa (Albenga) aveva affiancato un cittadino marocchino di 26 anni che viaggiava in bicicletta. 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