{"id":123765,"date":"2010-12-11T18:04:52","date_gmt":"2010-12-11T17:04:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=123765"},"modified":"2010-12-11T18:04:52","modified_gmt":"2010-12-11T17:04:52","slug":"liguria-legambiente-no-al-carbone-puntare-sulle-fonti-rinnovabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/12\/liguria-legambiente-no-al-carbone-puntare-sulle-fonti-rinnovabili\/","title":{"rendered":"Liguria, Legambiente: &#8220;No al carbone, puntare sulle fonti rinnovabili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. In Liguria continua l\u2019opposizione di Legambiente al carbone e ai progetti di riconversione e nuovi gruppi a carbone. \u201cI siti di produzione energetica di Vado Ligure contribuiscono in maniera determinante alle emissioni complessive di CO2, e se venisse autorizzato il nuovo gruppo a carbone della centrale termoelettrica la Liguria contribuirebbe con un aumento di 2,4 Milioni di tonnellate di questo gas rispetto alla gi\u00e0 drammatica situazione esistente. Legambiente Liguria da sempre chiede il superamento della dipendenza dal carbone nella produzione elettrica ligure, ed un passo deciso verso le energie rinnovabili e l\u2019efficienza energetica (per questo chiediamo alla Regione Liguria di aggiornare il vetusto Piano Energetico Ambientale Regionale)\u201d scrive in una nota l\u2019associazione ambientalista.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_692\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_692\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cBisogna chiudere la centrale Enel di Genova ed andare al superamento del carbone a Vado Ligure, dove \u00e8 di gran lunga preferibile \u2013 anche per ragioni sanitarie \u2013\u00a0 la completa metanizzazione dell\u2019impianto associato ad un depotenziamento dello stesso. Alla Spezia, infine, il referendum popolare tenutosi nel 1990 e gli stessi impegni programmatici delle amministrazioni locali sono disattese da una centrale che continua a funzionare per met\u00e0 a carbone\u201d dichiara Stefano Sarti, presidente regionale di Legambiente.<\/p>\n<p>\u201cLe aziende energetiche \u2013 spiega il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani \u2013 continuano a puntare sul carbone come fonte per la produzione elettrica, grazie alla politica di sostegno da parte del Governo, incurante dei problemi legati all\u2019uso di questo combustibile, a partire dalle rilevantissime emissioni di gas serra, tangibili negli impianti che gi\u00e0 oggi lo usano sul territorio italiano. L\u2019utilit\u00e0 del carbone \u2013 ha aggiunto Ciafani \u2013 \u00e8 una pura propaganda da \u2018Paese delle meraviglie\u2019 che nulla a che fare con la realt\u00e0 e con l\u2019Italia, alle prese con i suoi problemi energetici e con i ritardi rispetto agli obblighi internazionali per combattere l\u2019aumento dell\u2019effetto serra\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0\u201cSul carbone in Italia \u2013 ha concluso Ciafani \u2013 si continua a millantare e a omettere tutti i problemi connessi al suo uso. Il Governo dica chiaramente se vuole condannare gli italiani al pagamento di pesanti sanzioni che nessuno ci condoner\u00e0. Altrimenti, replichi il modello britannico vincolando da subito l\u2019autorizzazione di nuovi progetti a carbone all\u2019effettiva operativit\u00e0 della cattura e del confinamento geologico dell\u2019anidride carbonica\u201d.<\/p>\n<p>Per modernizzare realmente il sistema energetico del Paese, secondo Legambiente \u00e8 necessario coinvolgere il settore industriale, dei trasporti e dell\u2019edilizia, riducendo i consumi e praticando la via pi\u00f9 sostenibile per produrre l\u2019energia elettrica e termica: le fonti rinnovabili. La fonte fossile di transizione verso le sole rinnovabili resta il gas naturale, anche alla luce dei costi pi\u00f9 contenuti di oggi, inaspettati fino a qualche anno fa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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