{"id":120918,"date":"2010-11-29T14:21:23","date_gmt":"2010-11-29T13:21:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=120918"},"modified":"2010-11-29T17:09:28","modified_gmt":"2010-11-29T16:09:28","slug":"liguria-aids-infezioni-in-calo-ma-un-malato-su-4-non-sa-di-essere-sieropositivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/11\/liguria-aids-infezioni-in-calo-ma-un-malato-su-4-non-sa-di-essere-sieropositivo\/","title":{"rendered":"Liguria, Aids: infezioni in calo, ma un malato su 4 non sa di essere sieropositivo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. \u201cQuest\u2019anno in Liguria sembrerebbe esserci un certo calo nelle infezioni, ma rimane il problema del sommerso: circa il 25% dei sieropositivi non sa di esserlo\u201d. L\u2019allarme arriva dalla Clinica Malattie infettive dell\u2019 Universit\u00e0 di Genova, Azienda Ospedaliera San Martino, attraverso le parole del direttore Claudio Viscoli.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_615\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_615\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_615').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_615\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Durante il convegno \u201cIl positivo sommerso: la diffusione del test\u201d, svoltosi oggi nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, in occasione della giornata mondiale per la lotta contro l\u2019Aids del 1\u00b0 dicembre, \u00e8 stata infatti presentata la situazione della diffusione del virus nel mondo, e in particolare l\u2019aspetto del sommerso, ovvero la quantit\u00e0 di persone che \u00e8 affetta dal virus pur senza saperlo.<\/p>\n<p>\u201cQuesti dati evidenziano come potenzialmente molte persone che non si curano, alle quali la malattia verr\u00e0 diagnosticata solo quando si avranno i sintomi, possono andare in giro a contagiare \u2013 ha sottolineato Viscoli \u2013\u00a0 Questo \u00e8 il grosso problema sul quale si dovrebbe agire. Ogni anno in Liguria ci sono 100\/120 nuove infezioni. Non si tratta di HIV \u2013 specifica Viscoli \u2013 ma dello stato di malattia\u201d.<\/p>\n<p>Riguardo all\u2019eta media e al sesso dei contagiati i dati parlano chiaro: \u201cNegli anni passati erano molto di pi\u00f9 le donne ad essere affette dal virus, ora la situazione \u00e8 di assoluta parit\u00e0 tra i sessi. Anche se ovviamente la donna durante il rapporto sessuale \u00e8 a maggior rischio, perch\u00e8 pu\u00f2 ricevere una quantita di virus maggiore attraverso lo sperma. L\u2019eta media \u00e8 salita progressivamente nel corso degli ultimi 10 anni. Ora si aggira intorno ai 30 anni, ma ci sono persone che scoprono di essere sieropositive a 65\/70 anni\u201d.<\/p>\n<p>Nel convegno, patrocinato da comune, Regione, Universit\u00e0 e Anlaids, si \u00e8 quindi specificato come all\u2019inizio l\u2019epidemia da HIV in Italia era dominata, come fattore di rischio, dalla tossicodipendenza per via endovenosa. La presenza di programmi specifici per i tossicodipendenti, facilitava l\u2019accesso al test; infatti questi soggetti potevano essere testati per HIV sia durante i frequanti ricoveri ospedalieri sia qualora accedessero a prgrammi di disintossicazione. Nel corso degli anni l\u2019apidemiologia \u00e8 andata modificandosi fino a giungere a quella attuale di malattia sessualmente trasmessa.<\/p>\n<p>La persona che acquisisce l\u2019infezione per via sessuale, a differenza del tossicodipendente, non ritiene per\u00f2 di essere a rischio anche se ha avuto rapporti sessuali non protetti. Cos\u00ec negli anni 90 solo una persona su 5 (20%) veniva a conoscenza del proprio stato di sieropositivit\u00e0 al momento della diagnosi di Aids, oggi questo avviene in pi\u00f9 di un caso su due, in pratica quasi nel 60 % dei casi in fase di malattia conclamata. Dati allarmanti quindi che fanno stimare in 60\/80 mila gli italiani sieropositivi che ignorano di esserlo.<\/p>\n<p>\u201cOccorre inziare a ragionare sull\u2019HIV come si fa per le altre malattie infettive \u2013 ha spiegato Viscoli \u2013 ed \u00e8 necessario che ognuno si sottoponga con regolarit\u00e0 ai controlli, in modo da incidere sul ritardo della diagnosi. Se vengono individuati i sieropositivi possiamo curarli poich\u00e8 oggi l\u2019HIV pu\u00f2 essere tenuto sotto controllo, evitando nuovi contagi, e contrastando l\u2019epidemia\u201d<\/p>\n<p>Ma qual\u2019e il modo pi\u00e0\u00f9 sicuro per prevenire ogni sirta di contatto con questo virus? Secondo Viscoli, la ricetta \u00e8 semplice: \u201cIl preservativo rimane, insieme all\u2019astinenza, il mezzo di prevenzione pi\u00f9 sicuro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cQuest\u2019anno in Liguria sembrerebbe esserci un certo calo nelle infezioni, ma rimane il problema del sommerso: circa il 25% dei sieropositivi non sa di esserlo\u201d. L\u2019allarme arriva dalla Clinica Malattie infettive dell\u2019 Universit\u00e0 di Genova, Azienda Ospedaliera San Martino, attraverso le parole del direttore Claudio Viscoli. 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