{"id":118071,"date":"2010-11-17T11:47:44","date_gmt":"2010-11-17T10:47:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=118071"},"modified":"2010-11-17T15:15:30","modified_gmt":"2010-11-17T14:15:30","slug":"pasa-fiom-crisi-pesantissima-ma-il-nostro-territorio-ha-buone-occasioni-di-rilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/11\/pasa-fiom-crisi-pesantissima-ma-il-nostro-territorio-ha-buone-occasioni-di-rilancio\/","title":{"rendered":"Pasa (Fiom): \u201cCrisi pesantissima, ma il territorio ha buone occasioni di rilancio\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. La Fiom Cgil di Savona analizza i numeri del comparto metalmeccanico nel nostro territorio e offre un quadro della situazione. &#8220;Nel mese di ottobre 2010 sono stati concessi nei comparti dell\u2019industria metalmeccanica 47 milioni di ore di cassa integrazione, pari ad una sospensione dal lavoro a zero ore di 272 mila persone per l\u2019intero mese, con una leggera flessione rispetto ai volumi di settembre 2010 e dell\u2019anno precedente, confermando tuttavia i livelli altissimi del ricorso all\u2019ammortizzatore sociale a testimonianza di una crisi che si prolunga nel tempo, tanto da coinvolgere circa un quarto della categoria (infatti come abbiamo sempre sottolineato i lavoratori coinvolti sono molto maggiori delle unit\u00e0 di lavoro sospese a zero ore per l\u2019effetto della rotazione e dell\u2019avvicendamento della cassa nelle settimane di uno stesso mese.)&#8221; spiega Andrea Pasa.<\/p>\n<p>&#8220;Guardando alla composizione interna tra le differenti tipologie, abbiamo i dati del progressivo deterioramento della situazione con il cronicizzarsi delle crisi produttive, che stanno portando, nel corso del biennio, all\u2019esaurimento degli strumenti ordinari. Infatti se solo guardiamo ad un anno fa, in cui i volumi complessivi del ricorso alla cassa erano gi\u00e0 altissimi, verifichiamo che allora oltre al 68% di tutta la cassa era rappresentata dall\u2019ordinaria, solo il 20% dalla straordinaria, mentre la cassa in deroga riguardava solo poco pi\u00f9 del 10% dei volumi complessivi della categoria&#8221; prosegue il rappresentante della Fiom.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi registriamo una situazione capovolta: i volumi della straordinaria sono lievitati al 55% del totale, e per la prima volta dall\u2019inizio della crisi i metalmeccanici in cassa in deroga sono pi\u00f9 numerosi di quelli in cassa ordinaria (23% rispetto al 22%): circa 63.000 lavoratrici e lavoratori, la maggior parte dei quali si trova a dover affrontare il terzo anno di sospensione dal lavoro. Infatti con il progressivo esaurirsi degli strumenti ordinari, assistiamo ad un massiccio travaso nella cassa in deroga, che ha sub\u00ecto un incremento vertiginoso dei relativi volumi dal 2008 ad oggi pari a circa 20 volte (+1.946 %), infatti, mentre nel 2008 la cassa in deroga ha interessato nella nostra categoria mediamente soltanto 3.100 unit\u00e0 di lavoro a 0 ore, oggi nel periodo gennaio\/ottobre 2010 questo indicatore corrisponde a ben 60.700 unit\u00e0&#8221; osserva Pasa.<\/p>\n<p>&#8220;Cifra che \u00e8 destinata a crescere in modo esponenziale a causa dell\u2019impossibilit\u00e0 di poter utilizzare senza soluzione di continuit\u00e0 ulteriori periodi di straordinaria e di ordinaria ai sensi dell\u2019attuale normativa. Nella nostra Provincia il settore metalmeccanico \u00e8 ancora in forte difficolt\u00e0, la verit\u00e0 dei fatti \u00e8 drammatica e non travisabile, la crisi \u00e8 pesantissima e continua a determinare effetti molto gravi sul lavoro, l\u2019utilizzo degli ammortizzatori sociali non accenna ad arrestarsi, anzi aumentano le aziende che cessano le attivit\u00e0. Riteniamo inoltre fondamentale un provvedimento urgente, cos\u00ec come richiesto dalla Cgil, che consenta l\u2019utilizzo della Cassa ordinaria  per ulteriori 52 settimane, senza soluzione di continuit\u00e0 con la Cigs per crisi, in modo da consentire di fronteggiare nell\u2019immediato le difficolt\u00e0 con ammortizzatori sociali pi\u00f9 aderenti alle problematiche in essere, a tutela del reddito e dell\u2019occupazione di tutti i lavoratori coinvolti, evitando cos\u00ec di far precipitare strumentalmente la gi\u00e0 drammatica situazione occupazionale dell\u2019industria nel nostro Paese&#8221; spiegano dal sindacato.<\/p>\n<p>&#8220;Attualmente sono circa 800 i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali nel nostro territorio di cui circa 500 in cassa integrazione ordinaria, circa 100 in cassa integrazione straordinaria, circa 150 lavoratori sospesi in mobilit\u00e0 e una cinquantina in cassa integrazione in deroga e per i prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare con alcune realt\u00e0 industriali che cesseranno l\u2019attivit\u00e0 (Nova Glass di Dego specializzata in montaggio e manutenzione macchine per vetro cavo con circa 35 lavoratori, la Elco di Vadio Ligure specializzata in circuiti stampati con una ventina di lavoratori, la CIET di Vado Ligure specializzata in manutenzione e ripristino guasti linee telefoniche che conta oggi circa 50 persone. Occorre investire per trovare la via alla competitivit\u00e0, solo chi ha investito in questi ultimi due anni di crisi in formazione, riqualificazione e innovazione oggi \u00e8 in una condizione  positiva. Il punto \u00e8 che si deve investire, investire e investire, per trovare la via della alta competitivit\u00e0 per scoprire le quote di mercato globale da conquistare a aprire la strada della qualit\u00e0 , dello sviluppo e del lavoro. Questo \u00e8 il ruolo delle imprese. Questo \u00e8 quanto dovrebbe aspirare a fare il Governo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il Governo Italiano \u00e8 risultato assente in qualsiasi linea politica economica che rilanciasse l\u2019economia e difendesse l\u2019occupazione, assente in qualsiasi strategia di politica industriale che sostenesse gli investimenti e i settori pi\u00f9 competitivi della nostra economia, la politica industriale \u00e8 indispensabile per fare crescere il sistema di imprese e le imprese stesse; non vi \u00e8 alcun indirizzo da parte della politica relativa allo sviluppo industriale: areonautico, ferroviario, telecomunicazioni e meccanica di precisione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Almeno per il nostro territorio la parola d\u2019ordine dei prossimi mesi deve essere una sola; decidere senza perdere tempo e sulla base di dati oggettivi , contrariamente rischiamo di perdere molte opportunit\u00e0 che potrebbero risolvere almeno in parte il problema occupazionale e di tenuta del sistema industriale  nella nostra Provincia; mi riferisco alle opportunit\u00e0 che il territorio non deve farsi scappare; ampliamento della centrale Tirreno Power, lo spostamento con il conseguente sviluppo della Piaggio Aero da Finale Ligure a Villanova, l\u2019ampliamento del porto di Savona e Vado e lo sviluppo del Polo della Meccanica di Millesimo\/ Cengio. Tutto ci\u00f2 senza barattare la salute con il lavoro , creando nuovi posti di lavoro , aprendo importanti spazi di attivit\u00e0 alle imprese del territorio ,che oggi senza quelle opportunit\u00e0 sono destinate a chiudere , migliorando anche le condizioni ambientali. A differenza di molti altri territori, oggi la Provincia di Savona, ha molte opportunit\u00e0 di sviluppo, da valutare e possibilmente da migliorare, ma, alla fine, da non buttare al vento&#8221; conclude Andrea Pasa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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