{"id":117251,"date":"2010-11-13T09:39:33","date_gmt":"2010-11-13T08:39:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=117251"},"modified":"2010-11-13T14:42:23","modified_gmt":"2010-11-13T13:42:23","slug":"quando-la-mente-vaga-siamo-infelici-lo-dice-uno-studio-di-harvard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/11\/quando-la-mente-vaga-siamo-infelici-lo-dice-uno-studio-di-harvard\/","title":{"rendered":"Quando la mente vaga siamo infelici: lo dice uno studio di Harvard"},"content":{"rendered":"<p>Spesso succede di sera quando non si riesce a dormire, la mente vaga, iniziamo a pensare alla giornata trascorsa, spesso ai problemi, ai rapporti, al futuro. Secondo uno studio americano condotto da due psicologi della Harvard University, le persone passano il 46,9 per cento del loro tempo di veglia pensando a qualcosa di diverso da ci\u00f2 che stanno facendo, e questo vagare della mente le rende insoddisfatte.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_716\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_716\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cLa mente umana \u00e8 vagabonda e una mente vagabonda \u00e8 infelice\u201d, affermano Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert.<\/p>\n<p>Per cercare di tracciare questo comportamento, i ricercatori hanno sviluppato un\u2019applicazione per iPhone che contattava a intervalli casuali 2250 volontari chiedendo quanto si sentivano felici in quel momento, che cosa stavano facendo e se stavano pensando alla loro attivit\u00e0, a qualcosa di piacevole, di spiacevole o di emotivamente neutro.<\/p>\n<p>I soggetti potevano scegliere fra 22 attivit\u00e0 di carattere generale, come camminare, mangiare, fare acquisti, guardare la televisione ecc. In media, gli interrogati riferivano che la loro mente stava vagando il 46,9 per cento delle volte, senza mai scendere sotto il 30 per cento, con la sola eccezione di quando come attivit\u00e0 indicavano \u201cfare l\u2019amore\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl vagare della mente si verifica durante tutte le attivit\u00e0. E questo studio mostra che la nostra vita \u00e8 pervasa, in misura davvero notevole, dal \u2018non-presente\u2019 \u201c, dice Killingsworth.<\/p>\n<p>La ricerca ha inoltre rilevato che le persone erano pi\u00f9 felici quando facevano l\u2019amore, facevano esercizio fisico o stavano conversando, mentre erano maggiormente insoddisfatte quando riposavano, durante il lavoro, e quando usavano il computer di casa.<\/p>\n<p>\u201cIl vagare della mente \u00e8 un eccellente predittore della felicit\u00e0 delle persone. Di fatto, la frequenza con cui la nostra mente abbandona il qui e ora tende a essere predittivo dello stato di felicit\u00e0 pi\u00f9 dell\u2019attivit\u00e0 in cui si \u00e8 impegnati.\u201d<\/p>\n<p>Per i due studiosi americani la soluzione per essere felici sarebbe dunque quella di non pensare, spegnere il cervello, tenersi occupati e come scriveva Giulio Cesare Giacobbe, docente universitario a Genova: \u201cSmettere di farsi le seghe mentali\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso succede di sera quando non si riesce a dormire, la mente vaga, iniziamo a pensare alla giornata trascorsa, spesso ai problemi, ai rapporti, al futuro. 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