{"id":113645,"date":"2010-10-27T17:12:28","date_gmt":"2010-10-27T15:12:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=113645"},"modified":"2010-10-27T17:28:56","modified_gmt":"2010-10-27T15:28:56","slug":"malasanita-in-liguria-nessun-caso-allesame-della-commissione-parlamentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/10\/malasanita-in-liguria-nessun-caso-allesame-della-commissione-parlamentare\/","title":{"rendered":"Malasanit\u00e0, in Liguria nessun caso all&#8217;esame della Commissione parlamentare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Marche. Sono le regioni italiane immuni da errori e gravi casi di malasanit\u00e0. Lo rivela i dati presentati dalla Commissione parlamentare sugli errori sanitari, che vede la Sicilia in testa con 16 casi registrati, di cui 15 si sono conclusi con la morte del paziente. I casi si sono verificati tra l\u2019aprile 2009 e met\u00e0 settembre 2010 e sono attualmente all\u2019esame della commissione. Dopo la Sicilia c\u2019\u00e9 il Lazio, con 9 casi e 6 decessi, e la Calabria, 8 casi e 5 decessi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_498\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_498\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_498').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_498\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In questa tipologia di casi vi rientrano ad esempio il divieto di far donare sangue agli omosessuali imposto dalla regione Lombardia, l\u2019emergenza sangue, i contagi da infezioni prese in ospedale, la carenza di posti letto, le presunte raccomandazioni fatte per superare un concorso, la sanit\u00e0 carceraria e i casi di suicidio in carcere. E tra le criticit\u00e0 strutturali che possono creare il terreno per gli errori vi \u00e8 anche quella dei punti nascita con meno di 500 parti l\u2019anno, su cui la commissione presieduta da Leoluca Orlando aveva svolto un\u2019indagine, da cui era emerso che un parto su 4 in Italia in strutture che rischiano di non essere adeguate perch\u00e9 sotto la soglia degli 800-1000 l\u2019anno.<\/p>\n<p>Il 66% dei punti nascita italiani svolge meno di mille parti, il 10,47% avviene addirittura in strutture che registrano meno di 500 parti l\u2019anno. Senza considerare il vero e proprio boom di parti cesarei cui si assiste nelle strutture private convenzionate. Se la media nazionale \u00e8 intorno al 38% (comunque il doppio rispetto alla soglia fissata dall\u2019Oms nel 15%) nelle strutture in convenzione con il servizio pubblico il parto chirurgico il 61,6% (quota che sale addirittura al 76% nel privato non accreditato). La percentuale dei cesarei rispetto al totale pi\u00f9 alta \u00e8 proprio nei punti nascita con meno di 500 parti l\u2019anno (il 42,6% del totale).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Marche. Sono le regioni italiane immuni da errori e gravi casi di malasanit\u00e0. Lo rivela i dati presentati dalla Commissione parlamentare sugli errori sanitari, che vede la Sicilia in testa con 16 casi registrati, di cui 15 si sono conclusi con la morte del paziente. 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