{"id":110866,"date":"2010-10-15T19:10:08","date_gmt":"2010-10-15T17:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=110866"},"modified":"2010-10-15T19:35:06","modified_gmt":"2010-10-15T17:35:06","slug":"albenga-domani-la-presentazione-del-libro-palinsesti-rutiliani-di-sergio-paglieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/10\/albenga-domani-la-presentazione-del-libro-palinsesti-rutiliani-di-sergio-paglieri\/","title":{"rendered":"Albenga, domani la presentazione del libro \u201cPalinsesti rutiliani\u201d di Sergio Paglieri"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Domani, sabato 16 ottobre alle ore 16,30, a cura dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri, verr\u00e0 presentato nella sede di palazzo Peloso Cepolla il libro di Sergio Paglieri \u201cPalinsesti rutiliani\u201d. Giornalista di lungo corso, ma con un passato da archeologo di tutto rispetto, Paglieri ha descritto questo libro come \u201cun racconto intrigante, probabilmente ma non sicuramente vero. Si pu\u00f2 accogliere come un insperato lampo di luce su misteri millenari, oppure leggere come uno strano romanzo in forma di saggio in cui curiosit\u00e0 ed incredulit\u00e0 si scontreranno ad armi pari\u201d. Intrigante e misterioso il libro di Paglieri lo \u00e8 veramente ed \u00e8 sicuramente destinato a far discutere soprattutto ad Albenga, dove il passato romano \u00e8 ancora cos\u00ec tangibile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_174\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_174\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_174').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_174\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Al centro di questo racconto, rigorosamente scientifico, \u00e8 infatti una delle pi\u00f9 note e misteriose opere letterarie della tarda antichit\u00e0, quel poemetto in distici elegiaci intitolato \u201cDe reditu suo\u201d che Rutilio Namaziano, funzionario imperiale e tenace (ma disincantato) seguace dell\u2019antica religione romana, scrisse nel 417 d.C., cinquanta anni prima della fine dell\u2019impero d\u2019Occidente. L\u2019opera raccontava, in forma poetica, il viaggio che l\u2019autore aveva fatto per mare lungo le coste tirreniche per portarsi da Roma in Gallia, sua patria. Scoperto sul finire del Quattrocento nel monastero di Bobbio, il poema \u00e8 giunto fino a noi mutilo, cos\u00ec che del lungo viaggio dell\u2019autore non \u00e8 rimasta che la parte compresa tra Ostia e Luni, ma pure nella sua incompletezza esso ha avuto grande notoriet\u00e0, tanto che ancora pochi anni fa ne \u00e8 stata tratta una versione cinematografica, che \u00e8 per\u00f2 passata quasi inosservata. <\/p>\n<p>Negli anni \u201870 del secolo scorso, per\u00f2, assai fortunosamente \u00e8 stato rinvenuto tra le carte di reimpiego di un codice della Biblioteca Nazionale di Torino un altro frammento in versi che la critica ha identificato come la prosecuzione del viaggio di Rutilio attraverso le coste liguri e nella quale si sono potuti riscontrare riferimenti alla citt\u00e0 di Albenga, che proprio in quegli anni risorgeva dalle distruzioni inferte dai Visigoti. Esaminando questo frammento e impiegando le pi\u00f9 avanzate tecniche di riproduzione fotografica, Paglieri ha scoperto come esso nascondesse in realt\u00e0 un palinsesto, fosse cio\u00e8 una pergamena gi\u00e0 usata e poi cancellata e riutilizzata da un amanuense medievale per trascriverci i versi rutiliani.<\/p>\n<p>Un complesso e minuzioso studio del frammento ha cos\u00ec permesso a Paglieri di rinvenire sotto il primo strato di scrittura, una serie di lettere dello stesso Rutilio che narrano il resto del viaggio lungo le coste della Liguria e che rivelano particolari assolutamente sconosciuti di localit\u00e0 come Vado, Albenga, Diano. \u00c8 una scoperta, quella di Paglieri, che attende ancora una conferma da parte della scienza ufficiale ma che comunque promette fin d\u2019ora di suscitare un acceso dibattito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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