{"id":110341,"date":"2010-10-13T15:30:55","date_gmt":"2010-10-13T13:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=110341"},"modified":"2010-10-13T15:33:48","modified_gmt":"2010-10-13T13:33:48","slug":"le-vetrerie-di-altare-una-realta-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/10\/le-vetrerie-di-altare-una-realta-dimenticata\/","title":{"rendered":"Le vetrerie di Altare: una realt\u00e0 dimenticata"},"content":{"rendered":"<p>La costruzione delle ex vetrerie di Altare ti impressiona per le dimensioni, gigantesche, e per il silenzio che vi regna, oltre che per le tonnellate di detriti sparsi ovunque. E\u2019 la ex vetreria Savam, ancora in piedi ma in completo abbandono.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_866\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_866\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Entrando nel fabbricato abbandonato della ex vetreria di Altare e salendo le scale, fra le altre cose, si pu\u00f2 vedere il soffitto della sala degli stemmi, dove alzando lo sguardo si possono ammirare gli stemmi delle famiglie che avevano fondato la S.A.V. Societ\u00e0 Artistico Vetraria \u2013 la pi\u00f9 antica cooperativa italiana (\u00e8 stato scritto anche un libro), ovviamente con cautela e senza impegnare il pavimento al centro perch\u00e9 \u00e8 pericolante.<\/p>\n<p>Questa sala veniva usata per le assemblee anche dalla nuova propriet\u00e0 la Savam Soc. Art. Vetr. di Angelo Masserini \u2013 l\u2019industriale milanese che aveva rilevato la Sav dal fallimento e negli anni \u201970 l\u2019aveva riaperta. Dopo aver effettuato ingenti investimenti per il trasferimento nella nuova zona industriale di Li Piani, la Savam \u00e8 fallita nel 1992 in attesa dei fondi Pim, Piani Integrati del Mediterraneo, mai arrivati! Quando la ditta era allo stremo ricevette 400 milioni di lire, che erano appena sufficienti a pagare i netti dei salari di un mese (pagati in contante ai dipendenti in quanto non era pi\u00f9 possibile usufruire della banca).<\/p>\n<p>La vetreria occupava 350 posti di lavoro ora sono a mala pena 80-100. Tutte le amministrazioni, da quella Comunale a quella Regionale, non hanno avuto nessun interesse e nessun potere per salvare una realt\u00e0 cos\u00ec importante per il nostro territorio. Questo territorio oggi \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 povero, anche di conoscenze tecniche (i tecnici vengono da fuori, tranne alcune realt\u00e0 di nicchia), i lavoratori e conseguentemente le loro famiglie sono economicamente pi\u00f9 poveri e il territorio dimostra chiaramente i segni della decadenza.<\/p>\n<p>Qualcuno spingeva e insisteva perch\u00e8 la Savam si spostasse nel nuovo insediamento, arrivavano lettere dei cittadini infastiditi dal rumore e dal passaggio dei camion in via Paleologo (in realt\u00e0 poche persone).<\/p>\n<p>L\u2019alternativa \u00e8 tristissima: un enorme fabbricato, con le grandi finestre prive di serramenti che sembrano orbite di un teschio, una costruzione gigantesca abbandonata da tutti, sporca e fatiscente, circondato dalle transenne e comunque immerso nel centro abitato, a stretto contatto con le case di civile abitazione, con i giardini delle villette, adiacente alla strada che attraversa Altare.<\/p>\n<p>Forse anche pericolante e probabilmente dannoso alla salute (cosa che si dovrebbe accertare), problema reale? Io rifletto con un senso di inquietudine, quando vedo le mamme che passano con il passeggino sotto quei tetti in amianto (ma non solo il tetto della vetreria\u2026 Altare ne \u00e8 piena nel vecchio nel nuovo ovunque) ignare del possibile pericolo. E se anche non sei ignaro cosa fai? non ci porti i bambini a giocare, ma ci devi passare per forza.<\/p>\n<p>E ancora, sulle maestranze della vetreria, non \u00e8 mai stata fatta una indagine epidemiologica a livello statistico, e non solo sugli operai ma anche sulle mogli che provvedevano al lavaggio degli indumenti usati dai mariti sul lavoro.<\/p>\n<p>All\u2019epoca della vetreria c\u2019era il rumore, c\u2019erano i camion, c\u2019era il traffico, ma d\u2019altra parte c\u2019era il lavoro per centinaia di famiglie. Ora non c\u2019\u00e8 rumore ma non c\u2019\u00e8 lavoro, nessuno dopo la chiusura ha mai pensato all\u2019alternativa. A cosa sarebbe rimasto di un insediamento produttivo, forse unico nel suo genere. Chi o cosa avrebbe occupato lo spazio ma soprattutto chi se ne sarebbe preso l\u2019onere? Dal 1992 al 2010, alcuni anni sono passati, senza che nessuno abbia fatto nulla.<\/p>\n<p>Coloro che hanno acquisito forse non si aspettavano certe problematiche (Asl, Arpal, locali da bonificare, amianto da smaltire). Si \u00e8 dovuto demolire l\u2019avancorpo dove si trovavano la portineria i nuovi uffici e l\u2019officina, perch\u00e9 era pericolante, da allora tutto \u00e8 fermo, un monumento all?immobilismo. La realt\u00e0 sembra essere vetrificata, per usare un termine caro ad Altare e nulla si muove in nessuna direzione.<\/p>\n<p>Anche per quanto riguarda i trasporti e i collegamenti con il capoluogo e la Valle Bormida, delegati all\u2019Acts oppure alle auto dei privati, nessuno ne parla. Cosa fanno gli eletti nelle Istituzioni a Roma o in Regione? Hanno forse dimenticato la loro identit\u00e0 locale? Quella ferrovia, che da tempo immemorabile, poteva diventare metropolitana (8 minuti per raggiungere Savona), \u00e8 una grossa opportunit\u00e0 a cui nessuno pensa.<\/p>\n<p>Ma la cosa peggiore \u00e8 l\u2019ignoranza e la rassegnazione, la pigrizia mentale e il pensare che tutto debba venirci dall\u2019alto! Altare \u00e8 divenuta una cittadina la cui attivit\u00e0 principale sono i bar, frequentatissimi, da decine di persone di tutte le et\u00e0, che stazionano in essi dentro o fuori, con il bicchiere in mano e la sigaretta fra le labbra, guardando chi passa. In alcuni locali il barista fuma dietro il banco. Le auto degli avventori sono posteggiate ovunque, il comune dispone di un vigile urbano e di un ausiliario del traffico, i carabinieri fanno orario di ufficio. Dopo le 21, sembra di essere in un film di Romero, in una citt\u00e0 fantasma. <\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Roberto Nicolick<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La costruzione delle ex vetrerie di Altare ti impressiona per le dimensioni, gigantesche, e per il silenzio che vi regna, oltre che per le tonnellate di detriti sparsi ovunque. E\u2019 la ex vetreria Savam, ancora in piedi ma in completo abbandono. 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