{"id":103649,"date":"2010-09-14T09:34:21","date_gmt":"2010-09-14T07:34:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=103649"},"modified":"2010-09-14T15:25:51","modified_gmt":"2010-09-14T13:25:51","slug":"polveri-sottili-e-co2-laria-delle-aule-europee-e-inquinata-allitalia-la-maglia-nera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/09\/polveri-sottili-e-co2-laria-delle-aule-europee-e-inquinata-allitalia-la-maglia-nera\/","title":{"rendered":"Polveri sottili e CO2, l\u2019aria delle aule europee \u00e8 inquinata: all\u2019Italia la maglia nera"},"content":{"rendered":"<p>Finora si era sempre parlato del problema dell\u2019inquinamento nelle grandi citt\u00e0, soprattutto quelle pi\u00f9 trafficate. Adesso per\u00f2 a lanciare un preoccupante allarme \u00e8 l\u2019Ue che avvisa: \u201cl\u2019aria delle scuole europee \u00e8 inquinata, con una esposizione degli alunni alle polveri Pm10 e all\u2019anidride carbonica CO2 superiore agli standard in molti istituti\u201d. A primeggiare in questa negativa classifica purtroppo c\u2019\u00e8, insieme alla Danimarca, l\u2019Italia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_688\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_688\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A rilevarlo \u00e8 lo studio pilota Hese (Effetti dell\u2019ambiente scolastico sulla salute), coordinato da Piersante Sestini dell\u2019Universit\u00e0 di Siena e condotto su un campione di scuole situate a Siena e Udine, Aarhus (Danimarca), Reims (Francia), Oslo (Norvegia) e Uppsala (Svezia), frequentate da pi\u00f9 di 600 alunni con et\u00e0 media di 10 anni. A riferirlo \u00e8 il Consiglio nazionale delle ricerche, che ha partecipato allo studio internazionale con il suo Istituto di fisiologia clinica (Ifc-Cnr).<\/p>\n<p>I primi risultati, riportati in un articolo sull'\u201dEuropean Respiratory Journal\u201d, indicano che, \u201cin mancanza di una adeguata ventilazione, vi \u00e8 una esposizione di Pm10 e CO2 superiore ai i limiti consigliati in due terzi delle aule, nelle quali i bambini soffrono di problemi respiratori con frequenza maggiore\u201d. Alla pubblicazione ha preso parte, come primo autore, Marzia Simoni, collaboratrice dell\u2019Unit\u00e0 di epidemiologia ambientale polmonare dell\u2019Ifc-Cnr di Pisa.<\/p>\n<p>Lo studio ha richiesto un attento monitoraggio da parte dei ricercatori. \u201cSono stati misurati all\u2019interno e all\u2019esterno delle scuole fattori ambientali quali temperatura, umidit\u00e0 relativa, polveri respirabili, anidride carbonica, biossido d\u2019azoto, composti organici volatili, ozono, allergeni, muffe, focalizzandosi sulla concentrazione, nelle aule, di un inquinante (Pm10, polveri respirabili con diametro fino a 10 micron) e di un indicatore di scarsa qualit\u00e0 dell\u2019aria da affollamento in ambienti poco ventilati (anidride carbonica)\u201d spiega Giovanni Viegi, direttore dell\u2019Istituto di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) del Cnr di Palermo.<\/p>\n<p>\u201cInoltre \u2013 continua Viegi \u2013 sono state raccolte informazioni su sintomi e malattie respiratorie, in particolare la presenza, nell\u2019ultimo anno, di sibili, tosse secca notturna e rinite e la perviet\u00e0 nasale, cio\u00e8 il grado di apertura delle narici. Un sottocampione di bambini \u00e8 stato sottoposto ad alcuni test clinici tra cui spirometria, test allergologici cutanei, rinometria acustica, raccolta di secrezioni nasali, valutazione dell\u2019irritazione degli occhi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer la concentrazione di Pm10, la soglia suggerita dall\u2019Epa (Environmental Protection Agency) per esposizioni a lungo termine, 50 microgrammi per metro cubo, risulta superata nel 78% delle aule monitorate\u201d afferma Simoni riferendo che \u201cla maglia nera spetta alla Danimarca (circa 170 microgrammi\/metro cubo), seguita dall\u2019Italia (circa 150 microgrammi\/metro cubo). In questi due Paesi le Pm10 risultano spesso superiori persino allo standard Epa per esposizione a breve termine (150 microgrammi\/metro cubo)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer quanto riguarda la CO2 \u2013 prosegue la ricercatrice \u2013 il valore standard suggerito dall\u2019Ashrae (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers) per esposizione a lungo termine (mille ppm, parti per milione) viene superato nel 66% delle aule europee, con Italia, Francia e Danimarca prime a quasi 1.900 ppm\u201d. E da Simoni arriva anche un\u2019altra preoccupante valutazione constatata nel corso dello studio. \u201cLe concentrazioni di Pm10 e CO2 risultano correlate, cio\u00e8 all\u2019aumentare di un inquinante corrisponde un aumento dell\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p>Per gli studiosi, quindi, il ruolo di un\u2019adeguata ventilazione per mantenere una buona qualit\u00e0 dell\u2019aria nelle aule risulta evidente. \u201cDove \u00e8 installato un sistema di ventilazione meccanica, per esempio in tutte le aule svedesi e in parte delle norvegesi, la concentrazione di inquinanti risulta sempre sotto i livelli di guardia\u201d, sottolinea Simoni. \u201cSecondo l\u2019Ashrae, il ricambio d\u2019aria minimo nelle scuole dovrebbe essere di 8 litri al secondo per persona\u201d. Ma non \u00e8 cos\u00ec. \u201cIn circa il 70% delle aule questo valore non viene raggiunto: nel 100% in Francia, nel 94% in Italia e nell\u201986% in Danimarca\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, aria viziata un po\u2019 in tutti gli istituti del Vecchio continente. \u201cIl ricambio \u2013 ammette Simoni \u2013 \u00e8 insufficiente nel 97% delle aule con ventilazione naturale, cio\u00e8 attraverso l\u2019apertura delle finestre, rispetto al 13% di quelle con ventilazione meccanica\u201d. Il tutto con ricadute sulla salute degli alunni. \u201cCirca due bambini su tre esposti a livelli elevati, rispetto agli altri \u2013 riprende Viegi \u2013 riportano sibili e tosse secca notturna, con maggior prevalenza di circa 3,5 volte e rinite in frequenza doppia, anche considerando gli effetti dell\u2019esposizione a fumo passivo a casa, oltre a una perviet\u00e0 nasale significativamente minore. Per la prima volta \u2013 sottolinea il responsabile dell\u2019Ibim-Cnr di Palermo \u2013 lo studio Hese ha permesso un corretto confronto della situazione ambientale nelle scuole europee, grazie anche alla standardizzazione delle misurazioni eseguita ad Uppsala, e sottolinea la necessit\u00e0, da parte delle autorit\u00e0 di sanit\u00e0 pubblica, di promuovere la consapevolezza dell\u2019impatto che la qualit\u00e0 dell\u2019aria pu\u00f2 avere sulla salute dei bambini\u201d.<\/p>\n<p>Per il ricercatore, quindi, \u201csarebbe auspicabile effettuare future ricerche in un campione pi\u00f9 esteso e in altri Paesi dell\u2019Unione europea\u201d perch\u00e9, conclude Viegi, \u201call\u2019interno degli edifici anche basse concentrazioni di inquinanti possono avere effetti dannosi sulla salute se l\u2019esposizione \u00e8 prolungata e i bambini sono particolarmente vulnerabili, poich\u00e9 respirano una quantit\u00e0 di aria superiore, in proporzione al peso, e i loro meccanismi di difesa sono ancora in fase di crescita\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finora si era sempre parlato del problema dell\u2019inquinamento nelle grandi citt\u00e0, soprattutto quelle pi\u00f9 trafficate. 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