
Secondo l’indagine del centro di ricerche Datagiovani, crescono i posti di lavoro per i giovani italiani nel 2010, +2,2% rispetto al 2009, ma solo per il 39% delle assunzioni si prevede un inserimento a tempo indeterminato, mentre la maggior parte vedrà l’applicazione di contratti non stabili, e in particolare a tempo determinato. Datagiovani ha analizzato le previsioni di assunzione non stagionali delle aziende italiane nel 2010 secondo i dati Unioncamere-Excelsior. In Liguria la crescita di assunzioni di giovani previste rispetto al 2009 supera anche quella delle assunzioni totali facendo registrare +10,7%.
Secondo l’indagine, il 2010 può essere un anno interessante per le prospettive occupazionali dei giovani italiani, con quasi 197 mila posti di lavoro disponibili, pari al 35,6% delle assunzioni totali previste.
Le aziende, soprattutto quelle fino a 49 dipendenti ed attive nel commercio al dettaglio, nel manifatturiero, nelle costruzioni e nei servizi turistici, cercano giovani qualificati, con titoli di studio medio-alti o professionalizzanti ed ad indirizzo tecnico. Solo quattro contratti su dieci saranno però a tempo indeterminato.
Le prospettive sono migliori rispetto al 2009, con una crescita del 2,2% delle assunzioni di giovani, sebbene inferiori nel confronto col tasso di crescita delle assunzioni complessive (+5,4%). I trend, sia nella composizione strutturale delle assunzioni che nell’evoluzione rispetto al 2009, sono però molto diversi lungo la Penisola.
Sono soprattutto le aziende di piccole o medie dimensioni a richiedere giovani (oltre il 60%), e le mansioni da ricoprire sono di tipo qualificato nelle attività commerciali e nei servizi (28,8%), professioni tecniche (18,5%) ed operai specializzati (18%). Tra le caratteristiche personali richieste ai giovani assume sempre più rilevanza la conoscenza di una lingua straniera (oltre un terzo delle assunzioni) oltre che le conoscenze informatiche (più della metà). Si avvertono inoltre ancora differenze di genere nel mercato del lavoro: se per poco meno della metà delle assunzioni il sesso è indifferente, per un terzo delle assunzioni totali si preferisce un maschio.