
Savona. Un male terribile e improvviso che, nel giro di due giorni, ha distrutto tutti i suoi sogni di giovane donna. Una tragedia che ha lasciato sgomenti e senza parole il marito, i parenti, gli amici e quanti la conoscevano. Barbara Incorvaia, architetto savonese di 31, che con il marito (sposato un anno fa, insieme nella foto) abitava in via Leoncavallo nel quartiere delle Fornaci, è stata portata via da una leucemia fulminante che non le ha dato scampo.
Una tragedia che nessuno poteva aspettarsi perché non c’era stato nessun preavviso: Barbara stava bene ed era in salute. Le avvisaglie del malore sono arrivate qualche sera fa mentre lei stava trascorrendo la serata a Cairo Medievale con il marito e all’improvviso ha incominciato a respirare e a parlare a fatica. E’ stata subito portata all’ospedale San Paolo, dove i medici del Pronto soccorso, si sono subito resi conto della gravità delle sue condizioni. Poco dopo le prime analisi è arrivato il terribile verdetto: leucemia fulminante.
L’architetto, che lavorava in Provincia ed era molto apprezzata per la sua preparazione e la sua capacità professionale, è stata trasferita al San Martino di Genova ma i medici non hanno potuto fare nulla per salvarla. Giovedì sera, i sanitari, che avevano già dato poche speranze ai familiari, si sono dovuti arrendere. Adesso resta solo il dolore, quello del marito Matteo e dei genitori, il papà Antonio e la mamma Maria, che avevano già dovuto superare un terribile lutto. Otto anni fa, e anche allora era agosto, infatti avevano perso il figlio Marco, di diciannove anni, ucciso da un tumore.
Poi ci sono gli amici, i colleghi e quanti conoscevano Barbara che ieri mattina, quando la notizia si è diffusa in città, hanno iniziato a ricordare l’architetto con messaggi su Facebook. Questa mattina l’ultimo saluto in Duomo: alle 10 si svolgeranno i funerali.