Ero a Finale Ligure Borgo di fronte a Porta Reale e stavo sistemando sul mio scooter la spesa di mia mamma, affetta da un grave handicap motorio che le impedisce, tra le altre cose, di trasportare pesi. Premetto che in realtà lo scooter era fermo in zona di divieto ma non causava alcun intralcio alla circolazione.
In questo frangente mi si avvicina un agente che mi comunica verbalmente di avermi notificato la contravvenzione e che la stessa era volata via e quindi si vedeva costretta a notificarmene una seconda. Riferivo, già con il casco in testa, che stavo spostando lo scooter, ma l’agente imperterrita iniziava a scrivere il preavviso di accertamento di violazione del codice della strada.
A questo punto io affermavo che l’agente avrebbe dovuto essere in possesso dell’originale della notifica “volata via” e da me mai ritrovata, inoltre affermavo che avevo fermato lo scooter solo per soccorrere mia madre. L’agente rispondeva: “Perché, la signora va in moto?”. Chiunque conosca o veda le condizioni di mia mamma può capire quanto fosse inopportuna tale ironica frase. L’agente mi consegnava quindi a mano il preavviso.
Arrivata a casa controllavo le diciture di notifica e mi rendevo conto che la signora agente aveva barrato la casella riportante la nota: “la violazione non è stata contestata per assenza del trasgressore e proprietario del veicolo”.
Il comportamento di tale agente mi pare poco educato, scorretto e soprattutto menzognero.
Cordialmente
Silvia Pagliano
Finale Ligure