
Liguria. Si è conclusa la difficile trattativa sulla riorganizzazione dei Servizi Postali caratterizzata da un grande impegno del fronte sindacale che ha prevalso rispetto all’intenzione aziendale di procedere ad un esclusivo ridimensionamento del settore di circa 10.700 unità su base nazionale. L’accordo, firmato dopo un anno di trattative, consente di garantire forti elementi di stabilità e certezze per il futuro del settore e impegna l’azienda a non modificare, nel piano strategico 2011 -2013, il proprio assetto societario riconfermando il valore assoluto dell’unicità aziendale.
Sul territorio ligure la riorganizzazione relativa all’efficientamento al netto dei reimpieghi coinvolge 116 lavoratori. “La grande novità sta nell’introduzione del recapito a 5 giorni e del recapito pomeridiano che consentono contemporaneamente di efficientare il servizio perequando gli apporti produttivi di singolo portalettere e di realizzare grandi migliorie nel settore della logistica e degli impianti attraverso la riorganizzazione della rete di trasporto e degli stabilimenti – dichiara Roberto Massa, Segretario Nazionale Uil Poste – Un risultato che la Uil Poste giudica per nulla scontato soprattutto in considerazione del processo di liberalizzazione che dal 1 gennaio 2011 tenderà a stravolgere le presenze degli operatori sul mercato di riferimento e porterà a forti necessità di innovazione di prodotto e di processo”.
La difesa dei volumi e lo sviluppo dei ricavi sono elementi in controtendenza con quanto accade in altre aziende del settore. “Sono previsti percorsi di valorizzazione professionale – prosegue Massa -. Obiettivo raggiunto abbattendo una certa impostazione aziendale che intendeva invece operare tagli sul personale che invece verrà impiegato diversamente. L’accordo prevede un efficientamento di 5.857 unità di cui 3.359 nel recapito, 518 negli addetti lavorazioni interne e 1854 nei centri di logistica postale e 126 negli staff che troveranno tutte una nuova collocazione aziendale sia nello stesso ambito di servizi postali, sia in ambito mercato privati con un concreto mantenimento dei livelli occupazionali in azienda”.
I sindacati hanno inoltre ottenuto che l’intero processo di riorganizzazione venga prima sperimentato in alcune realtà territoriali prima di essere attivato.