
Regione. “Non è il caso che i politici decidano su aspetti clinici che sono di competenza dei medici”. Così l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo ha motivato il suo voto contrario alla proposta del Pdl sulla pillola RU486, dopo che lo stesso esponente della giunta Burlando aveva lasciato aperta la porta alla minoranza, a patto di apportare modifiche di contenuto che non sono poi arrivate.
La proponente del Pdl, Raffaella Della Bianca, ha quindi chiesto la sospensione del Consiglio regionale per trovare un’intesa maggioranza-opposizione, accordata dal presidente del Consiglio, Rosario Monteleone. Tuttavia nell’incontro tra i gruppi consiliari non si è arrivati ad un accordo.
La maggioranza, che non ha ritenuto sufficiente il taglio della premessa e una modifica al dispositivo, ha chiesto un approfondimento in commissione. La richiesta non è stata accolta dall’opposizione che ha preferito procedere alla votazione del testo, emendato però dalla premessa e modificato nel dispositivo finale.
“Al 7 luglio in Liguria su 90 casi trattati nell 10% si è passati ad applicare la revisione chirurgica. Nella quasi totalità dei casi, circa il 90%, le donne hanno firmato il primo giorno per essere dimesse dall’ospedale – ha sottolineato l’assessore Montaldo -. Sulle modalità di somministrazione della pillola si è espresso il Consiglio superiore della sanità, e poi è seguita una circolare del ministro. Abbiamo coinvolto centri di ginecologia e ostetricia e chiesto linee guida”.
“Con il tempo e la sperimentazione di questa modalità farmacologica – ha aggiunto Montaldo – potremo giungere a una migliore definizione del ricovero. Le nostre strutture sono tenute a dare informazioni dettagliate alle pazienti. In materia di prevenzione e informazione è stato fatto un lavoro importante in questi anni che ha portato alla forte riduzione del numero delle interruzioni di gravidanza. Sono scese quest’anno ancora di circa duecento unità”.