
Savona. Botta e risposta tra Provincia e Comune di Savona sul progetto di raccolta differenziata presentata dall’assessore savonese Jorg Costantino per la Cittò della Torretta, progetto che quest’ultimo denunciava “inspiegabilmente bloccato in Provincia” e che, per tutta risposta, l’assessore provinciale Paolo Marson ha definito “non innovativo, non conforme al Piano Rifiuti e un modo per spendere inutilmente denaro pubblico”.
“Il progetto è stato giudicato ‘per nulla innovativo’ – dice Costantino, commentando le parole di Marson -. A nostro avviso l’innovazione esiste e si riscontra sia nel fatto che verrebbe introdotta la raccolta separata della frazione umida biodegradabile (che al momento non viene intercettata separatamente), sia nel fatto che il sistema di raccolta differenziata diventerebbe capillare e comunque avrebbe la stessa distribuzione della raccolta indifferenziata, cosa che al momento non è”.
“Sulla difformità rispetto al piano per la gestione dei rifiuti – agginge l’assessore savonese – posto che al momento non ci è chiaro cosa resti in vigore dei precedenti piani e cosa aspettarci da quelli promessi per il prossimo futuro (situazione che rende complicata la progettazione di qualunque sistema di raccolta), riteniamo che le differenze fra la raccolta porta a porta e il sistema misto prossimità/porta a porta non siano così rilevanti da poter ritenere che il secondo sistema sia difforme dal primo. Il monitoraggio del materiale sarebbe continuamente garantito ad ogni giro di raccolta, pertanto sarebbe possibile apportare tutte le modifiche eventualmente necessarie sia in merito alla qualità del materiale raccolto, sia in merito al dimensionamento del progetto. Sarebbe inoltre possibile identificare, se non il singolo utente, almeno il condominio che ha conferito il rifiuto. Questo al fine di avere un ‘interlocutore’ ogni volta che risulti necessario”.
“Sul fatto di raccogliere i rifiuti secchi tutti insieme e separarli successivamente abbiamo molte perplessità in quanto innanzitutto si semplificano in parte le operazioni di raccolta ma si complicano pesantemente quelle della successiva valorizzazione; poi è noto come questo tipo di raccolta generi uno scarto di materiale riciclabile estremamente elevato, a valle dei processi di raffinazione, in quanto i piccoli pezzi reciprocamente contaminati vanno persi (cosa che non avviene con la tradizionale raccolta differenziata); in terzo luogo, al momento sul nostro territorio non esistono impianti di selezione dell’indifferenziato, mentre ne esistono per la lavorazione di quello raccolto con le attuali modalità. I tempi di costruzione e messa in esercizio di un nuovo impianto rischiano di protrarsi per tempi ben più lunghi rispetto a quelli necessari per attivare la raccolta differenziata per frazioni già separate in partenza. Per quanto concerne i costi, rileviamo che eventuali sistemi di monitoraggio più ‘raffinati’ rispetto al semplice controllo visivo in occasione dello svuotamento e eventuali impianti di selezione del secco raccolto tutto insieme sarebbero ben maggiori rispetto a quelli proposti nel progetto presentato alla provincia”.