
Liguria. Due assessorati per protezione civile e antincendio boschivo, le misure antinquinamento della Italiana Coke di Cairo Montenotte, l’autonomia del Consiglio regionale, oltre alla situazione del trasporto ferroviario in Liguria. Questi alcuni dei punti in discussione nel corso del Consiglio regionale di oggi.
Sul primo punto Alessio Saso (Pdl) ha chiesto di riunificare le competenze fra gli assessorati regionali per la gestione dei servizi di protezione civile e antincendio boschivo. Ha risposto il Presidente della Giunta Claudio Burlando, spiegando i motivi della decisione: “La suddivisione delle competenze non è dettata da motivi di peso politico fra gli assessorati ma dal fatto che il Dipartimento nazionale di protezione civile ha chiesto a tutti i presidenti delle Regioni di tenere la delega al coordinamento delle attività perché già sono commissari di protezione civile in moltissime vicende. Io sono commissario per il Magra, il Bisagno, il Fereggiano, le mareggiate, ad esempio. Attribuire il coordinamento ai presidenti li rende in caso di emergenza i diretti interlocutori del Dipartimento protezione civile nazionale. Io però non posso seguire tutto e, visto che le competenze maggiori riguardano la difesa del suolo, le ho attribuite all’assessore all’ambiente mentre l’antincendio boschivo ha più attinenza con l’agricoltura e l’ho assegnata a questo assessorato. Effettivamente tale ripartizione crea qualche difficoltà al mondo del volontariato. Troveremo un assetto che sia funzionale soprattutto alle associazioni”.
“Siamo d’accordo – ha replicato Saso – sul fatto di ridistribuire le deleghe. La passione e la competenza delle associazioni di volontariato meritano il massimo rispetto”.
Con un’interpellanza Michele Boffa (Pd, firmato anche da consiglieri di Idv) ha chiesto alla Giunta di fare in modo che l’Italiana Coke S.r.l. di Cairo Montenotte realizzi opportune misure di prevenzione dell’inquinamento. “La Italiana Coke – ha detto Boffa – ha un’autorizzazione integrata ambientale (Aia) concessa dalla Provincia di Savona. La validità del provvedimento è subordinata al rispetto di prescrizioni, con particolare riguardo ai piani di adeguamento e di monitoraggio, che sono demandati alla responsabilità e all’esperienza del gestore dell’impianto. L’obsolescenza e l’elevato stato di usura dell’impianto richiederebbero ingenti investimenti di ristrutturazione, indispensabili per garantire l’effettivo controllo delle emissioni, ma non previsti né prevedibili nei piani della Italiana Coke S.r.l. Capisco che la Regione non è ente competente a riguardo, ma abbiamo ritenuto di sollevare questo problema perché la Valbormida è al centro di frizioni fra i temi ambientali e quelli occupazionali. Il Wwf Italia e altri soggetti hanno proposto di ricorrere al Tar Liguria per chiedere l’annullamento dell’autorizzazione integrata ambientale per l’impianto”.
Ha risposto l’assessore regionale Renata Briano: “La presenza della cookeria è problematica, ma va gestita tenendo presenti sia gli aspetti ambientali che quelli occupazionali. Ci sono tanti casi di questo tipo in cui vecchi impianti presentano problemi di inquinamento. Anche se la Regione non è strettamente competente abbiamo il compito di coordinare i monitoraggi. Le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni in questo caso sono le Province. L’Aia rilasciata dalla Provincia di Savona è valida per sei anni ed è subordinata al rispetto di precise condizioni. Nell’ambito della richiesta di autorizzazione, l’azienda ha fatto una proposta di adeguamento tecnologico e un piano di monitoraggio per controllare le emissioni. Inoltre dovrà esservi un piano di monitoraggio pubblico per controllare i valori delle emissioni, le procedure gestionali, la conformità tecnologica e il rispetto della normativa. A giugno 2010 la Regione ha deliberato di non costituirsi in giudizio davanti al Tar come proposto dal Wwf”.
Insoddisfatto il consigliere Boffa: “La proposta di adeguamento alle tecnologie presentata dall’azienda è ritenuta “accettabile” dalla Provincia. Ma il termine non ha una connotazione positiva. La Regione non si è costituita perché ritiene ci siano ragioni per attendere il responso a seguito del ricorso presentato. Ieri sera c’è stato un tavolo con consiglieri provinciali, associazioni e comitati costituiti su questo tema e si è convenuto di accettare l’offerta dell’azienda per finanziare un monitoraggio sull’ambiente con Ist per introdurre elementi di validità scientifica nello studio. Solo nel momento in cui lo studio produrrà effetti positivi potremo esprimere soddisfazione”.
E’ stata approvata all’unanimità la proposta di legge “Ulteriori modificazioni alla legge regionale 17 agosto 2006, n. 25 “Disposizioni sull’autonomia del Consiglio” Il testo riguarda il perfezionamento del processo di autonomia avviato dal Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria con l’approvazione, nell’anno 2005, dello Statuto regionale e, nell’anno 2006, del Regolamento d’Aula e della stessa Legge regionale sull’autonomia funzionale, organizzativa, finanziaria e contabile.
Sull’ultimo punto, dopo un approfondito dibattito sulla difficile situazione del trasporto ferroviario in Liguria, sono stati presentati due ordini del giorno, uno di maggioranza e l’altro di opposizione. È stato approvato con 20 voti a favore, 11 contrari (Pdl) e 3 astenuti (Lega Nord) è stato approvato l’ordine del giorno (primo firmatario Raffaella Paita, Pd) che impegna la Giunta ad attivarsi per “tutelare gli interessi pubblici del territorio ligure e in particolare gli interessi del traffico pendolare”. Tra le altre cose, il documento impegna la Giunta a “salvaguardare gli attuali livelli di servizio ferroviario e le medesime tariffe per gli utenti”, a fare in modo che “il trasporto regionale e quello di medio raggio ricevano investimenti proporzionati rispetto all’Alta velocità”, a chiedere “a Trenitalia e al Governo maggiore attenzione per il trasporto internazionale e transfrontaliero” e, infine, ad aprire una fase di verifica, consultando le associazioni, per individuare criticità e possibili miglioramenti nell’erogazione dei servizi previsti dal contratto di servizio con Trenitalia”. Respinto l’ordine del giorno presentato dall’opposizione con 14 voti a favore e 21 contrari. Da parte della maggioranza era stata avanzata la proposta di un fronte comune maggiorana e opposizione per ottenere più risorse per il trasporto pubblico a fronte di una previsione di tagli del 30%, ma la proposta, avanzata da Antonino Miceli (Partito Democratico,) di giungere ad un ordine del giorno comune è stata respinta dal Pdl.
Ad aprire il dibattito è stata la relazione dell’assessore ai trasporti Enrico Vesco, alla quale hanno fatto seguito gli interventi di Matteo Rosso (Pdl), Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria), Aldo Siri e Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti Presidente), Nicolò Scialfa (Idv), Raffaella Della Bianca (Pdl), Alessio Saso (Pdl), Antonino Miceli (Pd), Gino Garibaldi (Pdl) e la replica del Presidente Burlando. Le opposizioni sono state assai critiche sull’operato dell’assessore ai trasporti Giovanni Enrico Vesco e sul contratto di servizio sottoscritto arrivando a chiedere all’assessore di restituire le deleghe.