“Nella vicenda della Ferrania Technologies ed ora dell’Italiana Coke è imposto da più parti il solito e vecchio ricatto occupazionale. In molti ormai utilizzano quest’esecrabile arma dimenticando che il lavoro, il rispetto dei diritti e delle leggi concorrono a migliorare la qualità della vita sia dei lavoratori sia dei cittadini”.
“Un territorio come il nostro, in cui sono presenti realtà industriali a forte impatto ambientale, necessita di strumenti capaci di monitorare in tempo reale la qualità dell’aria, dell’acqua e del terreno. Ragionamenti e proposte possono essere fatte solo in presenza di un quadro generale chiaro e ben definito”.
“Tutto ciò, contribuirà anche a modernizzare le lavorazioni e soprattutto a scongiurare l’abbandono da parte imprenditoriale d’impianti ormai obsoleti. Solo accettando questa sfida si potrà continuare a produrre lavoro nel rispetto dei diritti di tutti, uscendo dalla logica perdente del ricatto occupazionale”.
Mirco Baiocco
Portavoce SEL Val Bormida