
Regione. E’ stato approvato oggi dalla Giunta regionale ligure su proposta dell’assessore alla salute Claudio Montaldo il piano di riqualificazione del servizio sanitario ligure, che prosegue il ridisegno della la rete ospedaliera ligure. Al centro del provvedimento l’esigenza di migliorare il rapporto qualità–costi della sanità ligure, così come viene richiesto dal patto per la salute e dalle evidenze cliniche e scientifiche. “Il Patto per la Salute ci impone – dichiara Montaldo – di avere 3,46 posti letto ogni 1000 abitanti e 0,74 posti per la riabilitazione. Intendiamo mantenere questi impegni, ed è per questo che presentiamo questo piano, scritto però alla luce di una serie di principi di appropriatezza che sono quelli che ci stanno più a cuore, al fianco delle ragioni finanziarie”.
In primis la Regione Liguria punta ad un riassetto del numero dei posti letto, sviluppando una analisi comparativa tra le aziende ospedaliere che le ha permesso di evidenziare, ad esempio, una inappropriata durata di degenza di 40 persone presso gli ospedali della Asl 2, così come per le altre aziende sanitarie liguri.
Altro punto la azionalizzazione dei Punti Nascita. 1.748 sono stati i parti effettuati negli ospedali della Asl 2 Savonese nel corso del 2009. Al fine di garantire la migliore qualità assistenziale e razionalizzare l’uso delle risorse, la Regione Liguria intende favorire la progressiva concentrazione delle attività di assistenza al parto e al neonato in strutture aventi le caratteristiche del punto nascita di 2° livello. Per il nuovo ospedale di Albenga non è stato previsto l’atteso di reparto di ostetricia e ginecologia.
Tra le linee del piano regionale la riorganizzazione dell’area ortopedica del presidio di Ponente, finalizzata ad ottimizzare le risorse disponibili mantenendo la chirurgia ortopedica d’elezione maggiore e l’attività traumatologica ed ortopedica in urgenza presso l’Ospedale di Pietra Ligure; presso l’Ospedale di Albenga va sviluppata l’attività protesica d’elezione. E’ quindi necessario predisporre presso il nosocomio un’adeguata area degenziale e procedere alla riorganizzazione del blocco operatorio in funzione di tale attività. Questa scelta evita duplicazioni di attività in luoghi diversi consentendo una maggiore specializzazione dell’offerta sanitaria. La riorganizzazione dell’area ortopedica è propedeutica al progetto di recupero della mobilità passiva nella disciplina ortopedica protesica/artroscopica nell’area savonese. Il progetto prevede il recupero di circa 600 interventi all’anno di mobilità passiva e la promozione di mobilità attiva attraverso l’offerta di pacchetti prestazionali comprendenti: intervento, degenza e riabilitazione.