
Savona. Davanti al Collegio di giudici del Tribunale di Savona (Zerilli, Canepa e Meloni), questa mattina, si è celebrata una nuova udienza del processo che vede a giudizio un ex carabiniere, G.L.P., accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Secondo il quadro accusatorio il carabiniere, mentre si trovava in servizio, avrebbe acquistato in più occasioni, tra il luglio del 2004 e il febbraio del 2005, della cocaina da C.B., uno spacciatore attivo sul territorio savonese.
Inoltre, sempre secondo l’accusa, il carabiniere avrebbe rivelato a C.B. notizie coperte dal segreto d’ufficio e che hanno aiutato lo spacciatore e i suoi complici a portare avanti le loro attività illecite. Per esempio l’imputato avrebbe rivelato a C.B. che le sue utenze erano intercettate dalle forze dell’ordine e che gli investigatori sapevano chi sarebbero dovuti essere i destinatari di una carico di droga. Insomma avrebbe in più occasioni aiutato gli spacciatori ad “anticipare” o “dribblare” le mosse degli inquirenti.
In aula oggi è stato ascoltato proprio l’imputato che però ha negato ogni addebito: “Io non ho mai fatto uso di droga nè tantomeno l’ho spacciata”. Il carabiniere ha spiegato che era in contatto con C.B. solo perché era un suo “informatore” e che non ha mai acquistato stupefacente da quest’ultimo.
Il pm Giovanni Battista Ferro ha chiesto all’imputato di entrare più nei dettagli dei suoi incontri con C.B. e a quel punto l’ex carabiniere ha chiesto che, vista la riservatezza delle vicende che avrebbe trattato, l’audizione continuasse a porte chiuse. Una richiesta accolta dai giudici. La testimonianza di G.L.P. è quindi proseguita nel più stretto riserbo.
Al termine della sua deposizione il Collegio ha rinviato il processo al prossimo 29 settembre quando saranno ascoltati altri due testimoni e poi verrà fissata una nuova udienza. Per la discussione e la sentenza bisognerà quindi attendere ancora.