
Regione. “Quest’anno dobbiamo ridurre 100 milioni di costi per evitare l’accompagnamento, tenendo conto che abbiamo preso dal Ministero 83 milioni in meno nel 2010, e questo potrà consentire al nostro sistema sanitario di andare avanti nei prossimi anni con maggiore tranquillità, salvaguardando i servizi assistenziali”. Lo ha detto l’assessore alla salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo a margine del consiglio regionale, in riferimento alla situazione della sanità ligure e alla prossima presentazione del piano strategico.
Montaldo ha anticipato che il piano strategico sanitario pronto ad arrivare in Giunta prevede “la soppressione di due strutture di governance regionale: la centrale acquisti che verrà sostituita con un dipartimento interaziendale a livello regionale e la commissione di accreditamento come è attualmente concepita che costa 380 mila euro di gettoni per le persone che vi partecipano i cui compiti saranno attribuiti all’agenzia sanitaria. Due misure che porteranno complessivamente oltre mezzo milione di risparmio insieme ad altre azioni che ci aiuteranno a risparmiare salvaguardando l’assistenza”.
Secondo Montaldo la situazione è complicata anche “per il sottofinanziamento da parte del Governo, la sottostima del peso degli anziani in Liguria e gli ulteriori tagli di Tremonti. Il piano di modernizzazione contenente la previsione di nuovi ospedali – ha concluso Montaldo – prevede di arrivare a 17 nosocomi, con i tempi legati alle risorse per investire. Tenendo conto che il 3 dicembre scorso le Regioni e il Governo hanno firmato un patto per la salute che prevedeva 5, 8 miliardi di investimenti a livello nazionale dal 2010 al 2012, ma ad oggi non se ne è più parlato e il timore é che tali risorse passino in cavalleria con la manovra che stanno varando, soldi che dovevano servire anche per i nuovi ospedali. Il piano che la Giunta si prepara a varare prevede di risparmiare soprattutto sul fronte del personale in quanto è uno spreco avere una struttura che richiede molto personale medico e di assistenza per fare un parto al giorno, quando vi è la possibilità di concentrare gli addetti affinché seguano un numero di parti molto più importante”.