
Savona. E’ emergenza “gabbiani in difficoltà” a Savona. In pochi giorni i volontari della Protezione Animali hanno dovuto soccorrere 100 volatili, soprattutto in riviera, feriti dalle auto o che hanno ingoiato ami e lenze abbandonati dai pescatori sulle spiagge, o caduti dai nidi ed ancora incapaci di volare.
L’Enpa ha dovuto velocemente attrezzare alcune voliere in zone riparate di campagna, dove ospitare gli animali in convalescenza o in crescita, mentre i pochi volontari all’opera stanno sostenendo turni massacranti per le cure e le necessarie pulizie presso la sede di Savona, dove affluiscono in media dieci selvatici in difficoltà al giorno. L’associazione rilancia l’appello a quanti amano gli animali, non solo a parole, ad offrire la loro collaborazione partecipando alle attività pratiche dopo un breve tirocinio.
“Ancora peggiore – dicono dall’Enpa – l’atteggiamento delle istituzioni. Occorrerebbe infatti uno
spazio ricavato sui moli del porto o in riva al mare, dove accudire i gabbiani finché non sono in grado di volare via. Lo scorso anno lo avevamo chiesto agli enti proprietari del fronte mare (Comune, Autorità Portuale, Capitaneria, Vigili del Fuoco, etc.) ma, a parte una bella lettera dell’assessore savonese ai quartieri Lirosi, nessuno ha neppure risposto. Eguale esito ha avuto la proposta avanzata alla casa circondariale di Sant’Agostino di avere a disposizione qualche carcerato ‘animalista’. E quest’anno anche la Fondazione CARISA ci ha voltato le spalle, negando l’infinitesimo contributo di 1.500 euro, mentre quello garantito (e non ancora elargito) dalla Provincia, titolare dei soccorsi, si sta rivelando largamente insufficiente a pagare medicine, veterinari, cibo e mezzi. Agli stanchi volontari dell’Enpa, associazione privata ed onlus che mai ha ricevuto contributi statali, non resta che svolgere l’attività, molto apprezzata dai turisti, con i propri mezzi e mettendo mano ai portafogli personali, un classico a Savona”.