
Dopo la partecipata manifestazione nazionale di sabato scorso, indetta dalla Cgil, dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza e dalla Funzione Pubblica, anche altre sigle sindacali si pronunciano ora contro la manovra economica del Governo. “Una manovra – affermano gli esponenti di Cgil – che agisce pesantemente sui diritti, sulle retribuzioni e sulle pensioni del personale della scuola e di tutti i settori pubblici della conoscenza”.
“Una manovra – proseguono – che non agisce sullo sviluppo e che non dà risposte ai troppi precari in particolare dei settori della conoscenza, le cui prospettive occupazionali anzi si allontanano. La Cgil ha colto da subito la pesantezza e l’iniquità della manovra economica e per questo ha indetto immediatamente la manifestazione di sabato scorso e proclamato lo sciopero generale, di tutti i settori pubblici e privati per il prossimo 25 giugno”.
“Non possiamo che registrare con favore – dichiarano i portavoce della Cgil – il fatto che ora anche altre sigle sindacali condividano con noi il giudizio negativo sulla manovra e per questo dichiarino di pensare di arrivare anche allo sciopero. Noi siamo pronti a manifestare insieme, a proclamare unitariamente lo sciopero, perché convinti che la manovra sia davvero iniqua, inaccettabile e che per questo vada modificata significativamente”.
Lo sciopero riguarderà tutto il personale di tutti i comparti pubblici e privati della conoscenza (scuola statale e non, scuole e istituzioni scolastiche italiane all’estero, università, ricerca, formazione professionale e AFAM) ed è stato proclamato per l’intera giornata di venerdì 25 giugno. A differenza di altri comparti, per quelli della conoscenza è stata fissata un’unica data di sciopero in tutte le regioni.