
Albenga. E’ volato fino a Roma il dibattito sul tema della regolamentazione della prostituzione. Ad intervenire, dopo il sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, un’ altra donna militante e combattiva, il sottosegretario all’attuazione del programma di governo Daniela Santanchè che ha appoggiato la proposta del sindaco ingauno su case chiuse e partita iva.
“Regolamentiamo la prostituzione – ha detto il Sottosegretario – perché non c’é ombra di dubbio che essa esista e sia il mestiere più antico del mondo. Solo così si riuscirebbe a combattere la tratta delle schiave, che rappresenta, oggi, la piaga moderna del mondo della prostituzione”.
“Se le prostitute – prosegue il Sottosegretario Santanché -devono essere delle lavoratrici, che lo siano a tutti gli effetti, per evitare che aumentino non solo il lavoro in nero, ma anche il racket della prostituzione, della delinquenza e dello spaccio di droga. Infatti, un conto è chi sceglie di fare la prostituta in propria autonomia, un altro invece chi è schiava della prostituzione e la fa perché le è imposto. Una volta c’erano le catene per gli schiavi, oggi ci sono le strade. Grazie a Dio, col provvedimento del Ministro Carfagna, come abbiamo visto, sta diminuendo moltissimo il fenomeno”.
Secondo Santanché “occorre, poi, chiudere “i bordelli a cielo aperto”, cioé le strade italiane dove si pratica la prostituzione. Ho letto delle lamentele e denunce rilasciate proprio dai cittadini di Albenga residenti in quelle strade che, di notte, diventano veri “bordelli”. Siccome la prostituzione va regolamentata, occorre allora trovare dei “luoghi idonei” per poterla esercitare e dove si abbia la possibilità di un controllo diretto maggiore, da tutti i punti di vista, anche, quindi, sotto il profilo sanitario”.