
Albenga. E’ di certo un tema caldo – o, forse, visti i “soggetti” interessati, sarebbe meglio dire “hot” – quello lanciato dal sindaco ingauno Rosy Guarnieri che, appoggiata dal “suo” assessore ai Servizi Sociali Eraldo Ciangherotti, ha lanciato la proposta di riaprire la case chiuse per regolarizzare la professione più “antica” del mondo.
L’ultimo intervento a favore di questa proposta è quello di Marco Melgrati che si schiera a fianco del primo cittadino albenganese, bersagliato da più parti da critiche anche severe, e che sottolinea la “funzione sociale” di un'”attività” come quella della prostituzione: “In un momento di crisi internazionale come questo – fa sapere il consigliere regionale – forse è venuto il momento di abbandonare i falsi moralismi farisei e chiedere a gran voce la abrogazione della legge Merlin. È impensabile che un fenomeno come la prostituzione, antico come il mondo, venga debellato; e allora conviene a tutti che emerga alla luce del sole, contribuendo con il pagamento dell’i.v.a. e la tassazione sull’imponibile delle prestazioni a risanare il ‘sistema Italia’. Io credo che le escort sarebbero ben liete di pagare le tasse a fronte del riconoscimento dei diritti di lavoratrici, della certezza della pensione, del fatto fondamentale di non dover più dipendere da magnaccia e papponi e dalle organizzazioni criminali. Quanti uomini, senza il ricorso a prestazioni occasionali, si sarebbero separati,per tutta una serie di motivi di cui esiste una letteratura psicosociologica e poi, se i nostri nonni e i nostri padri parlano delle case chiuse, i ‘casini’, ancora con le lacrime agli occhi ci sarà un perché”.
Anche i cittadini si mostrano divisi sulla proposta. Per quanto riguarda i lettori di IVG.it chiamati a dire la loro sul sondaggio “Prostituzione, quale è secondo te la soluzione giusta” i risultati sono i seguenti: il 63% si dice favorevole a legalizzare la “professione” come in Germania, Olanda, Australia; il 21% dice sì alla riapertura delle case chiuse; l’11% vorrebbe invece proseguire sulla strada dei divieti, perseguendo anche i clienti, mentre solo un 3% dice sì alle strade o quartieri a luci rosse e un 2% vorrebbe che la situazione rimanesse quella di oggi.