Le violenze sessuali commesse da membri del clero, nei confronti, soprattutto di minorenni, sono legate a una cultura sessuofobica che ha come diretta conseguenza, che dalla sessuofobia, si passi alla violenza sessuale. Il cardinale Ratzinger insieme al cardinale Bertone, che oggi sono uno Papa e l’altro ministro degli esteri della città del Vaticano, decidono, attraverso una lettera “De Delicti Gravioribus” di far sapere ai Vescovi di tutto il mondo, che il documento del 62 è tuttora valido.
Ma quel documento, nessuno lo conosceva, era un documento segreto, e quindi è solo nel 2001 che si viene a conoscenza, dell’esistenza di un documento “Segreto” che parlava proprio di come trattare i casi che la chiesa chiama “Crimini di sollecitazione” che suona meglio di “Pedofilia”. Era giustificato dal fatto che c’erano sempre maggiori casi, che venivano fuori, soprattutto in America, ma non soltanto.
Solo che in America c’era una giustizia che funzionava, cioè faceva il proprio dovere, cioè indagava, condannava, chiedeva risarcimenti alle Diocesi, perché vi era l’uso, nel momento in cui il Vescovo veniva a conoscenza che un prete fosse pedofilo, di trasferirlo in un’altra parrocchia non di rimuoverlo e denunciare, ma di trasferire. Cioè di commettere altre violenze. Questo è un documento segreto da conservare diligentemente in Curia, non deve essere commentato, deve essere solo applicato.
Contiene oltre 20 allegati, sono le formule con le quali i pedofili possono redimersi. Un po di preghiera, qualche scusa e si ricomincia da capo. Regolamentata nei minimi dettagli “La giostra della pedofilia” è li. Non basterà chiedere scusa, ci sono delle responsabilità, soggettive, oggettive, che devono essere prese in considerazione dalla giustizia civile.
C’eravamo arrivati vicino nel 2005 in America, quando Daniel Shea un avvocato di Huston, chiamò l’allora Cardinale Ratzinger in tribunale, a rispondere di quella sua lettera del 2001, c’eravamo. Di li a pochi mesi, il cardinale Ratzinger, prima di recarsi in tribunale, viene eletto Papa. Subito dopo, chiede alle autorità americane di poter usufruire dell’immunità diplomatica. Immunità diplomatica che il presidente Bush gli concede prontamente.
A sentir dire oggi “Siamo disposti a collaborare con la giustizia”, non c’è bisogno di parole, basta consegnare i dossier che dal 2001 hanno deciso dovessero essere soggetti al segreto pontificio”. D’ora in poi, il cardinale Ratzinger e il cardinale Bagnasco dicono che ce solo una via: segnalarlo alle autorità giudiziarie del paese in cui vengono commessi i crimini.
Se sino ad oggi ha prevalso la difesa del “buon nome” dell’istituzione da proteggere dagli scandali e quindi del sacerdote “paternamente protetto” dal suo Vescovo, ora è finalmente la condizione della vittima, per volere del Papa, a dover essere per prima considerata. Questo vuole dire che i vescovi e “superiori” di religiosi che vengono a conoscenza di abusi sessuali compiuti su minori, anche se non hanno l’obbligo della denuncia, sono tenuti a garantire la massima collaborazione con gli inquirenti, e ad aiutare le vittime e gli stessi autori dei misfatti a sporgere denuncia alle autorità civili.
L’invito è anche a riconsiderare comportamenti concreti dei responsabili delle diocesi, sottovalutazioni se non addirittura vere e proprie coperture dei preti “molestatori” spostati in parrocchie dove non erano conosciuti e dove sono tornati a commettere i loro abusi. Prima o poi dovremmo chiedere conto alla Chiesa, che non vede, non sente, non legge nemmeno i giornali, perché ormai anche sui giornali di tutto il mondo, è diventato palese, che ce un problema!
Francesco Zanardi
Portavoce delle vittime di abusi del savonese
Con la collaborazione e il sostegno:
delle vittime dell’istituto Antonio Provolo.
Di “La Colpa” Verona 25 settembre 2010
Movimento “PEDOFILO Guardami negli occhi”.
Movimento “Per un mondo migliore”.
Movimento “Europa intervieni”.
Movimento “Appello mail allo stato italiano”.