
Liguria. Prosegue le crescita del turismo nelle aree protette liguri, con buoni risultati anche in provincia di Savona. L’analisi è stata svolta stamane nell’ambito degli “stati generali dei parchi e delle aree protette della Liguria”, a cui ha preso parte anche il neo assessore all’ambiente Renata Briano. Del sistema fanno parte il parco regionale di Piana Crixia e le riserve naturali regionali dell’Adelasia, di Bergeggi e della Gallinara.
Le due isole della costa savonese sono anche inserite nell’ambito di aree marine protette nazionali (anche se nel caso della perla naturale davanti alle coste di Albenga ed Alassio si tratta di un progetto ancora in divenire). A tutto questo si deve aggiungere l’accordo nell’ambito del Santuario dei cetacei e la classificazione, da parte dell’Unesco, del parco del Beigua come “Patrimonio dell’umanità”, senza dimenticare l’Alta Via dei Monti Liguri che, con i suoi 400 chilometri di itinerario principale e gli 80 percorsi di raccordo “ufficiali” connette tutte le aree.
Secondo i dati resi noti oggi, i parchi liguri e l’Alta Via stanno registrando un crescente interesse, attraendo quote di visitatori ormai numericamente rilevanti, permettendo l’avvio di quella destagionalizzazione e differenziazione dell’offerta turistica ligure di cui si parla da anni. Tra i dati più sorprendenti quelli registrati dal Geoparco del Beigua dove, in sei mesi, si sono contati quasi 6 mila accessi nella Foresta Deiva, oltre 15 mila sia nel Canyon della val Gargassa che sul percorso Curlo-Passo della Gava e oltre 28 mila tra Prariondo e la Torbiera del Laione.
Inoltre, nello sviluppo del “Progetto regionale Alta Via”, è in via di miglioramento e promozione l’accoglienza nelle strutture ricettive convenzionate. “Rispetto a rifugi, ‘B & B’, agriturismi, locande, ossia le strutture della Liguria montana e rurale – sottolinea il dossier Parchi presentato oggi dalla Regione Liguria – ben diversa è la condizione degli hotel, ristoranti e in genere esercizi turistici delle aree forti costiere, dove l’esistenza di un parco fornisce loro un plusvalore notevole”. Da qui l’idea di sperimentare e condividere modalità di partecipazione con i soggetti interessati allo sviluppo e alla promozione del parco anche attraverso una partecipazione ai costi manutenzione dei percorsi, magari con sponsorizzazioni ad hoc ed offerte rivolte alla clientela “costiera”.