In merito alla giornata del 2 giugno, riguardo a quanto accaduto a Casanova Lerrone, sulla collina di Fischia il Vento, non avevo alcuna intenzione di intervenire, ma poiché sono stato chiamato in causa è necessario allora che puntualizzi alcuni concetti. Il presidente dell’associazione, Michero, ha esordito dicendo che nei giorni scorsi era uscita la polemica che all’interno della loro associazione vi fosse una consistente influenza della sinistra e quindi, dispiaciuto da queste fastidiose voci, garantiva che non vi era nessuna appartenenza politica.
Pochi istanti dopo veniva passata la parola l’avv. Bottelli, che dopo aver descritto la battaglia legale che intraprese e che portò alla condanna del generale Dosse, si lasciava andare a forti esternazioni di carattere politico. Ma questo si era già potuto intuire dal suo saluto iniziale rivolto ai “compagni e compagne”.. Dopo avere descritto il Presidente del Consiglio come “purtroppo, il presidente di tutti” si è messo a commentare con molta amarezza e sofferenza, magistralmente mimata, il recente episodio secondo il quale Berlusconi, a sua detta, si sarebbe paragonato a Mussolini, affermando subito dopo che “il governo attuale non sembra poi così antifascista”. È quindi vero che non ha composto le frasi che gli sono state attribuite, ma è altrettanto vero che il significato della sua esposizione sembrava essere proprio quello.
Quindi, quella che doveva essere una relazione storica, si è trasformata in un comizio politico di sinistra, a senso unico. Altroché se questo “discorso ha suscitato qualche malumore” in me, come riportato nell’articolo del 5 giugno. A quel punto ho preferito abbandonare la manifestazione anzitempo, durante la lunga esposizione di Bottelli, poichè quelle parole, nella giornata della Festa della Repubblica, erano largamente fuori luogo, nonché offensive. Non ho quindi ritenuto di dovermi sottoporre ulteriormente, perlopiù vestito della fascia tricolore, ad allusioni irrispettose nei confronti del governo di questo paese ed ho abbandonato la collina.
Riguardo alla canzone di Fischia il Vento cantata dai bambini, ho pochi elementi per poter commentare. So solo che mia figlia frequenta i corsi dell’Art Group, e non appena arrivato a casa quel giorno ho provveduto a sincerarmi immediatamente che tale canzone non fosse stata insegnata anche alla mia bimba, e grazie al cielo non l’aveva mai sentita. Ad ogni modo, non credo che fosse intenzione dell’Associazione Fischia il Vento, dare questo taglio alla giornata e non so se, dopo l’intervento di Bottelli, l’organizzazione abbia preso le distanze o si sia dissociata da quelle forti parole.
Posso comunque solamente dire che fortunatamente viviamo in un paese libero, dove esiste libertà di pensiero e di parola, dove è corretto rispettare il pensiero altrui, ed è sicuramente lecito non condividerlo, ma se Fischia il Vento è diventata una Festa dell’Unità fatecelo solamente sapere, in modo che si sappia come comportarsi la prossima volta.
Stefano Mai
Sindaco di Zuccarello