“All´Art. 45 del testo la manovra interviene sui certificati verdi, il cui sistema per dare impulso alle energie rinnovabili avevamo messo a punto nella finanziaria 2008 e abolisce in modo retroattivo il ritiro da parte del GSE (gestore dei servizi energetici a cui è affidata la gestione degli incentivi e degli sgravi fiscali per le energie rinnovabili) di quelli in eccesso, con la conseguenza nei fatti di farne crollare il prezzo, riducendo così il ritorno economico degli investimenti già realizzati e di quelli programmati”.
“Si tratta di un altro colpo inferto allo sviluppo delle energie rinnovabili, che toglie certezze a chi vuole investire nel settore e getta un´ipoteca sul fattore occupazionale legato al settore delle rinnovabili, che negli ultimi due anni ha visto una crescita positiva. Tale misura congelerebbe titoli per un valore di diverse centinaia di milioni di euro e poiché è retroattiva andrebbe a colpire l´acquisto obbligatorio per il triennio 2009-2011, stimato per il solo 2009 in 650 milioni di euro, se a tutto questo aggiungiamo che sul fronte degli incentivi in conto energia per il fotovoltaico e della detrazione del 55% per il solare termico tutto tace, per non parlare del piano per lo sviluppo delle rinnovabili che il governo deve presentare alla commissione europea entro il 30 Giugno, è evidente che il governo sta operando per ridimensionare drasticamente lo sviluppo delle rinnovabili, con la conseguenza che gli obiettivi obbligatori dell´UE per il 2020 rischiano di essere per l´Italia totalmente irraggiungibili”.
“Il disegno ormai è chiaro: si deprime uno dei pochi settori in crescita, per privilegiare gli investimenti sul nucleare. Dopo il condono edilizio sul piano ambientale si confermano le scelte scellerate di questo governo, il cui effetto è grave anche dal punto di vista economico. Mentre in altri paesi e persino in Cina la green economy è una delle risposte alla crisi il governo Berlusconi fa esattamente il contrario, demolisce i passi in avanti fatti in questo settore e come nel caso dell´Art. 45 lo fa tra l´altro in modo assurdo, perché l´abolizione del ritiro dei certificati verdi in eccesso non avrà alcun effetto per le entrate e le uscite dello stato, visto che non si tratta di finanziamenti pubblici. E´ forse il caso di parlare di questa manovra non solo come macelleria sociale, ma anche come macelleria ambientale”.
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
Isetta Nicola