
Carcare. Tutto pronto per il taglio del nastro, questo pomeriggio, alle 18, a Villa Barrili a Carcare della mostra futurista “Amleto ad Altare” che sarà visitabile fino al 13 giugno. La mostra è organizzata dal Comune di Carcare – assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Universitaria di Genova, in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e il circolo Tuela di Altare.
Per maggiori informazioni sulla mostra è possibile visitare il sito www.ilfiammifero.wordpress.com o telefonare al numero 019 518729. Amleto Saroldi, insieme ad Albino Grosso, aveva dato vita al Gruppo Futurista di Altare, realtà culturalmente importante, già attiva negli anni del “Primo Futurismo” (1909-1918 circa) e una delle primissime esperienze futuriste in Liguria. Amleto seppe creare e mantenere importanti contatti con il Movimento: si ricorda la visita di Filippo Tommaso Marinetti ad Altare avvenuta l’8 agosto 1932 ed i ripetuti incontri con i futuristi Fillia (Torino) ed Alf Gaudenzi (Genova). Il legame più significativo, comunque, Amleto lo ebbe con Tullio d’Albisola, con cui strinse un rapporto di sincera amicizia che accompagnò i due per tutta la vita.
Nei primi anni ’30, la S.A.V. di Altare conobbe un periodo di grave crisi di mercato che rischiava di compromettere la sopravvivenza dello stabilimento stesso. Amleto, sostenuto da Farfa e Tullio d’Albisola, intravedeva come possibile soluzione alla crisi della vetreria l’avvio di una nuova e moderna linea di produzione artistica
di “vetri futuristi”. Ad Altare si comincerà subito a lanciare una lavorazione modernissima di nuove forme prettamente futuriste.
Nell’agosto del 1932 fu organizzata una “Mostra d’Arte Futurista” presso la galleria d’Arte di Savona e dal catalogo della rassegna apprendiamo che in quella circostanza furono esposti i vetri decorati futuristi realizzati da Amleto Saroldi, capo del reparto decorazioni della Società Artistica vetraria di Altare.