Ormai non sono più queste manovre a destare scalpore, ma la scomparsa di un’opposizione popolare, da parte della gente che è come drogata da un sistema che li spinge ad accettare tutto, ad accettare che la crisi la debbano pagare loro, mentre chi l’ha causata continua ancora a mangiarci. E’ ormai da oltre un decennio che continua una politica centrale di destrutturazione del sistema sociale, economico ed istituzionale. Un sistema creato sui fondamenti di una carta costituzionale che giorno dopo giorno viene demolito nella sua sostanza. C’è bisogno di consapevolezza e di un progetto che ridia una nuova speranza.
Consapevolezza del massacro sociale in corso, dell’arretramento delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie senza che ciò abbia prodotto alcun risultato a favore del lavoro, reso sempre più precario. 300.000 sono i cassintegrati (per il 58% padri e madri di famiglia), quasi sicuramente futuri disoccupati che aumenteranno la cifra di disoccupazione nel nostro paese. Dove si può si cessano i contratti indeterminati, per introdurre al lavoro precario soprattutto i giovani.
Consapevolezza di un punto dolente: il tasso di disoccupazione giovanile (25,4 % in Italia) è più del triplo di quello totale (7,8 %) e più elevato di quello europeo (19,8 %). Disoccupazione che riguarda giovani con o senza alti titoli di studio, volenterosi o non a trovare un’occupazione, anziani di domani che non possono lavorare, non possono versare contributi, non possono andare via di casa, non possono fare nulla, relegati ad un ruolo di non protagonismo nella vita economica, politica, sociale e culturale del nostro paese.
Come se non bastasse, spesso viene utilizzata la clava dell’ulteriore deturpamento dei territori e dell’ambiente come baratto per alcuni posti di lavoro. Viene colpita la libera informazione, la laicità dello stato, il diritto ad avere una scuola ed una università pubblica, il diritto alla salute, allo sport ed alla cultura. Questa è la situazione in cui la sinistra e i cittadini consapevoli devono operare e dirigere la propria azione: risvegliare le coscienze di un popolo e di una gioventù falcidiate da una crisi che cercano in modo vergognoso di nascondere ai loro occhi, ripartire a parlare con la gente che si è arresa ad un futuro nero di precarietà.
Ripartire dai territori nella quotidianità di chi vive la crisi e l’emarginazione, tra i lavoratori e i giovani che vivono la propria esistenza come evento drammatico; avvicinarsi a quella speranza di rivincita di un popolo che vuole difendere la propria dignità, rappresentata dalle centinaia e centinaia di lotte che nelle loro diverse forme e contenuti, ogni giorno levano alto un grido di protesta nella nostra penisola.
La mia generazione ha una grande responsabilità quella di lasciare una speranza a chi deve ripartire per riappropriandosi dei propri diritti attraverso la pratica dei propri doveri. Ci sentiamo innamorati dell’idea che si può ancora contribuire a cambiare la vita e il suo contesto. Vediamo gli strumenti utili per il cambiamento. Recuperiamo la volontà e la credibilità di farlo.
Con questa consapevolezza Sinistra Ecologia Libertà ha deciso di partire dai territori, dalla maturazione consapevole delle comunità. Dalla creazione di una nuova cultura. Il Circolo SEL che stanno nascendo in tutta la Provincia vogliono essere luoghi aperti a questa nuova speranza. Partendo da una consapevolezza che l’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi, da quello scambio, le conclusioni.
Nicola Isetta
Sinistra Ecologia Libertà
Portavoce di Quiliano-Vado Ligure