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Lettere

Coop sospende la vendita dei prodotti “made in Israel”: il parere del Comitato StopAgrexco

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La Coop ha deciso di sospendere la commercializzazione di prodotti etichettati “made in Israel”, ma in parte provenienti dagli illegali insediamenti israeliani nei territori occupati, al “fine – dice un suo comunicato – di valutare se esistono possibilità di specificare maggiormente l’origine, così da salvaguardare un diritto di informazione al consumatore”.

Questa decisione, corretta e rispettosa sia dei consumatori che della legalità, ha conquistato l’onore delle cronache, in particolare per reazioni scomposte e accuse alla Coop di razzismo e discriminazione verso Israele Ma se le parole “razzismo e discriminazione” hanno un senso, esse andrebbero forse rivolte contro chi strangola l’economia palestinese (pressoché interamente dipendente da quella israeliana), o la distrugge, abbattendo centinaia di olivi e alberi da frutta nei territori occupati! Alcune associazioni israeliane come il WAC (Centro per i lavoratori) da anni segnalano le discriminazioni subite dai palestinesi che lavorano in Israele, supersfruttati, con salari inferiori a quelli dei loro colleghi israeliani!

Dalla lettera dell’associazione israeliana “Gush Shalom” alla società Carmel-Agrexco: “Già da molti anni la vostra azienda ha l’abitudine di commercializzare a livello internazionale i prodotti provenienti dagli insediamenti nei territori occupati. Come siete senza dubbio a conoscenza – anche se non vi siete scomodati nel farlo sapere al pubblico israeliano – questa pratica sta suscitando una forte opposizione in tutto il mondo, particolarmente in Europa, nella forma di manifestazioni, petizioni di protesta e così via……, concludendo che questo comportamento rischia di essere letale per tutta l’agricoltura israeliana”.

La decisione della Coop è quindi corretta e attenta alla legalità. Le reazioni scomposte contro di essa sono il sintomo di un nervo scoperto: quello della persistente illegalità della politica israeliana che incurante di tutte le Risoluzioni Onu e delle richieste dell’Amministrazione degli Stati Uniti, continua nella politica di colonizzazione e di annessione di pezzi di terra palestinese (con gli insediamenti e con la costruzione del muro all’interno dei territori palestinesi stessi).
L’iniziativa  di “stopagrexco”, parte della campagna internazionale per il “boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni” verso la politica israeliana, ha il merito di denunciare pubblicamente e con azioni concrete l’impunità della politica israeliana, con le sue violazioni del diritto internazionale e dei diritti della popolazione palestinese.

La questione piuttosto riguarda una comunità internazionale istituzionale dormiente, che da anni consente il prevalere della legge del più forte, perfino nel caso di un attacco militare distruttivo quale quello portato nel 2008 contro Gaza, tenuta da tre anni sotto embargo con danni umani sociali ed economici enormi. Dall’articolo di Gideon Levy “Boicottare i boicottatori” uscito il 16 maggio su uno dei maggiori quotidiani israeliani Haaretz: “…Il più brutale, esplicito boicottaggio è ovviamente l’assedio di Gaza e il rifiuto di contatti con Hamas. Su richiesta di Israele, quasi tutti i paesi occidentali hanno aderito a questo boicottaggio con inspiegabile impegno. Questo non è solo un assedio che ha lasciato Gaza in uno stato di carenza per tre anni. Né si tratta solo di un completo boicottaggio di contatti con Hamas, salvo che per i negoziati sul soldato rapito Gilad Shalit. Si tratta di un insieme di boicottaggi culturali, accademici, umanitari ed economici. Quasi ogni diplomatico che cerca di entrare a Gaza per vedere con i propri occhi l’insopportabile scena viene minacciato da Israele. E soprattutto, Israele vieta l’ingresso a chiunque voglia portare aiuti umanitari. Dobbiamo notare che il boicottaggio non è solo contro Hamas ma contro tutta la Striscia di Gaza, contro tutti coloro che ci vivono”.

E’ questo antisemitismo? O solo ricerca di pace e giustizia, che non si potrà mai ottenere cercando di perpetrare nel tempo odi e rancori!

Comitato provinciale StopAgrexco

Red.
28 Maggio 2010 alle 16:33
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