
Albenga. E’ andato in scena ieri il secondo atto dello scontro al calor bianco tra l’ex primo cittadino ingauno Antonello Tabbò ed in nuovo sindaco Rosy Guarnieri. Il consiglio comunale numero due della gestione del centrodestra ha infatti visto la risposta della numero uno dell’amministrazione civica al consigliere comunale di minoranza, che nella prima assemblea aveva contestato un abuso edilizio e la conseguente incompatibilità alla Guarnieri.
“Premesso che è innegabile che io sia comproprietaria di una porzione del fabbricato ubicato in Albenga in frazione Bastia – ha spiegato il sindaco – è altrettanto pacifico che, con permesso di costruire del 4 ottobre 2007, il Comune di Albenga abbia assentito l’esecuzione sul predetto immobile di interventi di ristrutturazione di fabbricato con recupero di sottotetto esistente”.
“Il 12 novembre 2009, unitamente ad una dettagliata relazione tecnica – ha poi proseguito la Guarnieri -, uno dei comproprietari ha chiesto il rilascio del permesso di costruire parzialmente in sanatoria ed in variante al titolo edilizio precedentemente rilasciato. Ad oggi, nessun provvedimento è stato ancora adottato dagli uffici comunali”.
La prima cittadina ingauna, terminata la fase delle spiegazioni, è andata all’attacco: “Non sussistono i presupposti della situazione di incompatibilità proditoriamente eccepita da alcuni consiglieri di minoranza” ha sottolineato infatti, escludendo che la clausola di incompatibilità insita nella “lite pendente” con il comune possa essere ravvisata: “Si ha ‘lite pendente’ con l’ente quando si è ‘titolare di una situazione soggettiva processuale, in un procedimento civile o amministrativo, caratterizzata da poteri e facoltà finalizzati a dare impulso al processo e comunque a consentirne, fino alla formazione del giudicato, lo svolgimento, la prosecuzione o la riassunzione – ha spiegato – Nel caso di specie, tuttavia, non è dato ravvisare la pendenza di alcuna ‘lite’ fra me e il Comune di Albenga, non avendo mai promosso alcuna azione giudiziale, né di natura civile, né di natura amministrativa, nei confronti dell’ente e, quindi, non essendo titolare di alcuna ‘situazione soggettiva processuale'”.
“Non posso che ribadire quindi quanto già evidenziato nel corso della seduta del consiglio comunale del 14 aprile, ossia che lo svolgersi dell’anzidetto procedimento amministrativo appariva senz’altro orientato a precostituire una causa di incompatibilità a mio danno. In effetti, non si spiegherebbe diversamente per quale motivo l’istanza di sanatoria sia stata presentata da uno dei comproprietari e la comunicazione sia stata inviata a tutti i comproprietari, me compresa, e non solo al richiedente” prosegue poi il sindaco.
“Ne consegue che non risulto essere neppure parte del procedimento amministrativo, atteso che la relativa istanza è stata presentatra da uno dei comproprietari – conclude poi Rosy Guarnieri – in ogni caso nessuna ‘lite’ è stata da me promossa, non avendo intrapreso alcuna azione giudiziaria o esercitato alcun diritto processuale relativamente a tale, insussistente, procedimento giudiziario”.
“Ribadisco, dunque, con vigore l’assoluta infondatezza delle osservazioni di alcuni consiglieri della minoranza e l’insussistenza di alcuna situazione di incompatibilità in capo alla mia persona” ha poi concluso la prima cittadina ingauna.