
Savona. Francesco Zanardi, il grande “accusatore” della Diocesi Savonese, ha deciso, come spiega lui stesso, di tracciare un “bilancio” della sua battaglia dell’ultimo mese: “Dal momento in cui ho deciso, in modo sofferto, di scendere in campo e iniziare una lotta per avere Giustizia, sono trascorse, alla velocità della luce, alcune settimane e ora mi sembra venuto il momento di fare un bilancio e tracciare una strategia per i prossimi giorni”.
“Il primo fatto, estremamente importante, è che finalmente non sono più solo in questa lotta terribile: mi sta sostenendo gran parte dell’opinione pubblica e soprattutto alcuni sacerdoti coraggiosi che mi hanno affiancato con determinazione. Sto parlando di Don Carlo Rebagliati e Don Lupino i quali, in modi diversi, ma pur sempre in modo attivo e dinamico, concorrono a fare luce su fatti che meritano chiarezza, dandomi coraggio nella prosecuzione della mia lotta” spiega Zanardi.
“Altre persone mi hanno supportato nel mio cammino: tutti coloro che in tempi diversi hanno subito molestie, abusi e violenze e hanno deciso di scegliere anche loro la via faticosa della denuncia civile e giudiziaria. Ringrazio i coraggiosi e onesti magistrati che stanno conducendo le inchieste giudiziarie a cui, personalmente, ho dato inizio con le mie denunce ed i miei esposti, affinchè esista realmente la certezza della pena per chi abusa di giovani usando la propria veste talare come simbolo, non di fede, ma di arroganza e delirio di potere” prosegue l’omosessuale savonese.
“Ringrazio il mio ex insegnante di ginnastica, Roberto Nicolick, il quale pur nella sua diversità di cultura politica ha scelto di darmi la sua stima ed il suo rispetto in un discorso di condivisione di lotta con comuni obiettivi. La mia protesta e la mia forte richiesta di Giustizia non vuole tangere la fede e neppure l’esercizio di questa fede, vuole solo che chi commette pedofilia sui giovani indifesi non prosegua questa sua scellerata opera di corruzione” aggiunge Zanardi.
“Forse qualcuno, che vive a margine del sottobosco politico, vorrebbe approfittare delle mie azioni per avere un po’ di visibilità, fatto umano e comprensibile, anche se risibile, tuttavia vorrei ricordargli che il raglio di un asino non arriva sino al Paradiso. A parte tutto, la mia azione di denuncia civile e politica, continua, sempre con maggiore forza e con determinazione e nulla, neppure le minacce che ricevo continuamente né la violenza, potranno farmi recedere dalla mia azione” conlcude Francesco Zanardi.