
Varazze. Resta critica la situazione dei dipendenti della Cartiera Verde Romanello di Varazze, in cassa integrazione dallo scorso 2 marzo. Ieri si è tenuto un incontro, presso l’Unione industriali, tra Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom Uil e l’azienda, da cui però non è emersa alcuna speranza di veder riprendere in tempi brevi l’attività.
“Le richieste di riprendere, pur a ritmo ridotto, la produzione a Varazze nonché di un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle operazioni di pulizia e manutenzione – spiegano i sindacati – hanno portato solo ad un impegno generico da parte dell’azienda che è attualmente affittuaria dello stabilimento, che ha confermato il perdurare sia delle condizioni di mercato negative che hanno determinato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, sia di altre problematiche che rischiano di compromettere definitivamente una situazione già molto difficile. Sono, evidentemente, risposte che non possono soddisfare il sindacato ed i lavoratori”.
“Da tempo abbiamo richiesto l’impegno ed il coinvolgimento diretto degli enti pubblici e delle amministrazioni locali per sollecitare interventi immediati in favore dei lavoratori che rischiano di rimanere in cassa integrazione per molto tempo, e per accelerare i processi di soluzione relativi alla procedura concorsuale ed alle vicende amministrative che gravano sul sito produttivo” spiegano le Rsu, che poi sottolineano: “Da tempo andiamo ripetendo che è necessario creare le condizioni affinché lo stabilimento possa traguardare ad un assetto proprietario certo. Oggi, certamente, le condizioni generali del mercato non fanno che aumentare le nostre preoccupazioni: ma anche in queste condizioni serve una proprietà, qualunque essa sia, ma una proprietà certa, in grado di investire e di garantire il futuro della produzione a Varazze”.
“La richiesta di incontro alle istituzioni locali del mese scorso non ha, ad oggi, portato ad una data certa – dichiarano Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom Uil – A parte la Prefettura che si è resa subito disponibile e con cui c’è stato un primo incontro con il Capo di Gabinetto del Prefetto (in cui è stato fatto il punto della situazione), ci chiediamo se le altre istituzioni locali abbiano compreso concretamente la reale portata di un problema a cui andrebbe data una risposta prima di tutto dal territorio, per evitare che in un momento di crisi generale una provincia già martoriata da profonde difficoltà rischi di perdere un’altra attività produttiva, che tra diretto e indotto occupa circa un centinaio di persone e che, poiché produce carta al 100% ecologica, rappresenta indubbiamente anche un punto di eccellenza rispetto alle tematiche ambientali”.