
Liguria. E’ una situazione potenzialmente esplosiva quella delle carceri liguri. A denunciarlo è il segretario nazionale del Sappe, Roberto Martinelli, che dichiara: “I detenuti hanno superato la ricettività massima tollerabile delle strutture e ogni giorno si aggravano di più le gravi condizioni di lavoro del personale della polizia penitenziaria, nettamente sotto organico”.
“Al 31 marzo erano presenti in Liguria ben 1.738 detenuti, record storico mai registrato neppure ai tempi immediatamente precedenti all’indulto del 2006” spiega l’esponente sindacale. I reclusi sono infatti quasi seicento in più rispetto al tetto massimo, fissato per gli istituti di pena liguri a 1.140. “La presenza di stranieri in Liguria – prosegue Martinelli – si attesta tra il 50 ed il 60% dei presenti. Inoltre registriamo anche la percentuale più alta, a livello nazionale, di detenuti tossicodipendenti, circa il 40% dei presenti rispetto ad una media nazionale del 25%”. Un ulteriore record negativo detenuto dalla carceri liguri è quello dei detenuti avviati al lavoro: solo il 15% del totale.
“Questi emblematici dati dovrebbero far comprendere una volta di più anche ai non addetti ai lavori, ma soprattutto al mondo politico e parlamentare, come i livelli di sicurezza dei nostri penitenziari siano assai limitati e in quali drammatiche e difficili condizioni lavorino le donne e gli uomini della polizia penitenziaria in Liguria” spiega il segretario del Sappe, rimarcando che l’organico sia sottodimensionato di oltre 400 unità.
“In questo contesto è necessario avere garanzie che il piano carceri del governo trovi una prima urgentissima applicazione, soprattutto per l’assunzione di duemila agenti di polizia penitenziaria, oltre che per l’introduzione della possibilità di detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e la messa in prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità” conclude infine Martinelli.