
Nasce oggi una nuova rubrica, uno spazio aperto ai contributi di lettori “particolari”, lettori savonesi che per motivi di famiglia o di lavoro vivono lontano.
Savonesi in fuga ma con un occhio voltato verso casa, grazie ad IVG.it. Che il web non abbia limiti territoriali è ovvio, ma che sia proprio il nostro sito “savonese” a travalicare confini e oceani e a tenere aggiornati i nostri conterranei su ciò che accade nella nostra provincia, ci riempie di orgoglio. Senza autocelebrazioni, ma solo con la soddisfazione di fare un lavoro grazie al quale savonesi lontani assaporano, almeno virtualmente, sapore di casa.
La nostra prima “Savonese in fuga” è Natalja Aicardi, pietrese emigrata nella città del vento, Chicago.
L’amore è il mio movente
Cosa c’é di meglio dell’amore come movente per qualsiasi azione?
L’amore mi ha portato via dalla mia amata terra.
L’amore per un uomo.
L’amore per la musica, la danza e il teatro.
L’amore per la varietà e la lingua straniera.
L’amore per l’ignoto e il cambiamento.
L’amore per l’indipendenza e la libertà.
La storia dei miei antenati liguri mi racconta che avevano lasciato la loro bella Val Maremola per andare alla ricerca di un lavoro migliore in una nuova terra con grandi opportunità. Forse il loro movente era denaro (cibo e un tetto). Ma io non posso fare a meno di pensare che, sotto sotto, anche per loro era l’amore il movente principale. Proprio come per me.
Se non altro, l’amore per l’avventura. Se no, chi cazzo viaggerebbe così lontano, settimane e settimane in condizioni disastrose, non sapendo assolutamente cosa aspettarsi da questo nuovo mondo? Un barlume di speranza in una vita migliore. Per qualche lira in più e nessun famigliare con cui condividere la nuova esperienza. Si, l’amore é un movente più forte della fame e dell’avidità. Beh, a me piace pensarla così.
Quando io partii, non avevo né un appartamento né un lavoro. Tutto quello che sapevo é che Chicago é una città figa con una fiorente comunità
teatrale e io volevo farne parte. Inoltre, ero innamorata e credevo che “casa” é dove si trova il cuore. Il mio cuore é con mio marito. Quindi, purché lui venisse con me, tutto il resto si sarebbe in qualche modo risolto. Chiamatemi romantica. Chiamatemi pazza .
Fantasticavo di imbarcarmi sulla Queen Elizabeth a Londra e viaggiare nelle acque atlantiche fino a New York, proprio come fecero i miei antenati secoli fa. Per poi saltar su un Greyhound Bus, raggiungere il Midwest e ritrovarmi nella mia città. Chicago. La città del blues, del jazz e di Al Capone.
Avrei viaggiato per circa 8 giorni. Sarebbe stata una bella avventura. Ma non la mia. Alla fine ho scelto il mezzo di trasporto della mia era. L’aereo. Nizza- Amsterdam- Chicago.
Circa 20 ore dopo ero atterrata nel nuovo mondo. Probabilmente con le stesse speranze e paure dei miei avi. Troverò quello che cerco? L’amore per la mia propria patria sarà abbastanza forte per non farmela dimenticare?
Natalja Aicardi